Non penso che Jonathan Franzen sia un modello di scrittore e non lo stimo umanamente

Creato il 02 gennaio 2013 da Patriziacaffiero

Ho letto Libertà di J.Franzen.
Non penso che Franzen sia un modello di scrittore e non lo stimo umanamente.

Trovo odiosi i personaggi di questo romanzo, provo irritazione e una totale mancanza di empatia verso di loro.
Non posso evitare poi di pensare che Franzen rifletta totalmente sè nel libro, esista in tutti i personaggi macerandoli e componendoli nel suo potere di cancellare la'verità' di un qualsiasi comportamento legato a un VERO stato d'animo e una forte presa di posizione a favore di un'attenzione conformista e bieca al giudizio degli altri, persino dei più intimi familiari oltre a quelli del contesto sociale di frequentazione allargato.

Si è succubi persino degli 'altri' interni, alle proprie parti interiori, se si riesce a fingere addirittura una falsa identità perdendo ogni personale obiettivo di autorealizzazione per compiacere un partner, e alla fine lo si fa comunque, si esiste così, meno della metà, per una specie di stato d'inerzia perdendo la propria strada.

Se penso ai grandi tentativi che proprio partendo dall'America si provarono a fare nel '68 per ipotizzare un diverso modo di guardare se stessi, le relazioni, il mondo, e a quanto il livello medio occidentale sia regredito oggi socialmente e spiritualmente.

L'età di Jonathan Franzen (mi viene in mente anche Wallace) è proprio quella di chi si è formato in un deciso riflusso, politico e culturale. Pensiero debole. Debolissimo.

Nel saggio Perchè scrivere romanzi- in particolare -scritto da F. nel 1996
(non so da cosa sia ORA torturato lui, è passato un bel po' di tempo) è tormentato da cosa deve piacere al pubblico nello stesso modo tortuoso e depresso, diciamolo, con cui ragionano i suoi personaggi nel romanzo, privi di etica, fra l'altro (se non quella abbastanza "appiccicata", mi sembra, ambientalista di Walter, ad esempio; e anche Richard mi pare abbastanza raffazzonato mentre parla di politica con gli amici musicisti).

Franzen racconta in questo saggio autobiografico che deve ricorrere alla fine a un maggiore, a un antenato scrittore (Don DeLillo) per decidersi a scrivere un romanzo indipendentemente dal fatto di avere 'prima' la sicurezza che sia un prodotto vincente (!)

Chissà come mai F. riscuote tanto successo.

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