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Nucleare per ridurre la CO2

Creato il 22 giugno 2010 da Lorenzo_gigliotto

Nucleare per ridurre la CO2Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia (IEA), se ci si pone l’obiettivo di tagliare le emissioni di gas serra (in particolar modo le emissioni di CO2 relative al settore energetico) occorrerà arrivare a produrre con il nucleare il 25% dell’elettricità mondiale.

Nel dossier preparato dall’IEA e dalla NEA (Nuclear Energy Agency) si legge che al momento la potenza nucleare installata (373.000 MW)  soddisfa il 14% della domanda elettrica mondiale. Per ridurre del 50% le emissioni di CO2 entro il 2050, l’IEA stima che la capacità nucleare debba arrivare a 1,2 milioni di MW entro il 2050, fornendo così circa il 25% del fabbisogno mondiale di elettricità (considerando l’incremento di  domanda che si registrerà nel frattempo). In pratica bisognerebbe triplicare l’attuale potenza.

Un programma “ambizioso” ma “realizzabile” secondo quanto si legge nel dossier, che rileva come il nucleare sia una tecnologia “matura”, a basse emissioni di CO2 e pronta a espandersi rapidamente nel prossimo decennio.

«Gli ultimi reattori ora in fase di realizzazione in diversi Paesi del mondo – afferma l’IEA – sono costruiti sulla base di oltre 50 anni di sviluppo tecnologico» e sono «affidabili e competitivi» per diventare «pilastri per l’espansione del nucleare dopo il 2020».

Per il direttore dell’Aie Nobuo Tanaka, l’energia nucleare “è una delle tecnologie chiave a basse emissioni di CO2 che possono contribuire, insieme all’efficienza energetica, alle rinnovabili e alle tecnologie di cattura e sequestro della CO2 alla ‘decarbonizzazione’ delle forniture di energia elettrica entro il 2050″.

Allora nessuna criticità?

L’IEA ha pensato anche a questo, esortando gli stati a impegni politici chiari e stabili, a progressi nell’attuazione dei piani di smaltimento delle scorie e a sistemi di salvaguardia per prevenire la proliferazione nucleare.
La maggiore sfida è però rappresentata dai finanziamenti. «In alcuni casi i governi dovranno fornire delle garanzie fino a che i programmi per la realizzazione del nucleare non saranno consolidati».



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