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Nuove celle fotovoltaiche: ora sono di plastica e si stampano come un giornale!

Creato il 06 luglio 2015 da Deboramorano @DeboraMorano

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Le “Solar Print” sono celle fotovoltaiche realizzate con un materiale che ricorda quello impiegato per le comuni bottiglie d’acqua minerale, e stampate passando in una rotativa, proprio come un giornale.

Nato dalla mente di Marco Carvelli, ricercatore al Center for Nano Science and Technology di Milano e fondatore, con alcuni colleghi, della startup Ribes Technologies, il progetto del pannello fotovoltaico è realizzato con inchiostro di polimeri che contiene nanoparticelle di argento o altro conduttore, con lo scopo di catturare e convertire la luce in piccole cariche elettriche.

Il silicio, componente essenziale nei tradizionali pannelli, viene sostituito da un materiale organico con proprietà più naturali, come flessibilità, leggerezza e biocompatibilità. Una volta applicato l’inchiostro sui rulli di plastica, il pannello viene stampato con una comune rotativa.

I fogli flessibili di Solar Print, sottili, pieghevoli e semi-trasparenti, possono avvolgere un intero edificio, abbattendo i costi, limitando un peso importante e l’impatto architettonico e ambientale.

Grazie alla loro adattabilità a tutte le superfici e alla loro capacità di sfruttare tutte le sorgenti luminose (naturali e artificiali) per ricaricarsi le Solar Print potranno essere impiegate in qualsiasi campo.

Dalle tenso-strutture come tettoie per parcheggi o stadi, ai tessuti per gli abiti all’elettronica vestibile, agli abiti intelligenti, per raccogliere energia all’interno.

Tutti i device, dagli smartphone agli smartwatch, sarebbero capaci di ricaricarsi continuamente grazie alle celle fotovoltaiche stampate sulle parti plastiche e le abitazioni potrebbero diventare sostenibili senza rinunciare al design. Infatti, non vi sono divieti sul colorare le celle e inserirle come elementi grafici di arredo.

Le celle flessibili sono applicabili anche ai sistemi di sorveglianza, senza più alcun bisogno di cavi di alimentazione. Anche in ambito medico si può pensare a indumenti in grado di monitorare i parametri vitali senza l’uso di fili. Nell’industria alimentare, poi, si potrebbero avere dei packaging dinamici e modificabili in tempo reale o etichette intelligenti controllate a distanza nei supermercati.

Questa brillante tecnologia, in grado di risolvere gran parte del problema energetico, ha permesso al suo creatore, Carvelli, di essere premiato all’Innovation Day di Padova tra i dieci migliori innovatori under 35 da Romano Prodi, presidente del comitato scientifico del Mit Technology Review Italy, tenutasi nello scorso aprile.

Attualmente, il ricercatore sta lavorando insieme alla Omet, un’azienda di Lecco specializzata nella produzione di macchine da stampa industriali, sulla sperimentazione e il futuro sviluppo commerciale del prototipo.

(fonte: http://www.repubblica.it)


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