Nuovi fascismi - Quattro voti di fiducia su una porcata elettorale

Creato il 26 aprile 2015 da Tafanus

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La Bindi all'attacco: "Non voto la fiducia". L'ex capogruppo Speranza: "Nessun fatto politico nuovo, confermo le dimissioni". Di Battista: "Pronti ad azioni extraparlamentari
"La fiducia sull'Italicum tradisce la nostra vita democratica". Dopo Pierluigi Bersani è Rosy Bindi la prima a rinfocolare lo scontro tra il premier Matteo Renzi e la minoranza del suo partito. E se l'ex segretario parlava di "pressioni indebite" la presidente della commissione Antimafia fa un passo avanti e chiama in causa anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "Il capo dello Stato - dice la Bindi - conosce bene le prerogative del Parlamento e del governo. Io comunque non faccio previsioni né do consigli a Capo dello Stato ma mettere la fiducia vuol dire tradire i rapporti fra governo e Parlamento e tradire la nostra vita democratica". E poi aggiunge: "La richiesta di fiducia sull'Italicum sarebbe una prova di debolezza da parte del governo e da Renzi non ce lo aspettiamo, ci aspettiamo prove di coraggio".

Anche il capogruppo dimissionario Roberto Speranza pianta un altro paletto: "Confermo senz'altro le dimissioni, non ci sono stati fatti politici nuovi, mi sono dimesso perché penso che le idee vengano prima delle poltrone". Nel merito Speranza è chiaro: "Penso che Renzi stia commettendo un errore grave nel procedere con questa legge elettorale senza alcuna modifica". E sulla fiducia aggiunge: " La scelta della fiducia è irricevibile, sarebbe errore politico madornale, una violenza vera e propria al Parlamento italiano".
E se il fronte interno continua ad essere caldo per il premier-segretario ancora più violente sono le bordate che arrivano dalle opposizioni. I 5 Stelle minacciano "azioni extraparlamentari", e lo fa con Alessandro Di Battista a "l'Intervista di Maria Latella" su SkyTg24. "Nel Pd c'è solo un giorco delle parti - dice il deputato - l'opposizione interna non è vera, io non mi fido di questa gente". "Con tutti i problemi che l'Italia ha, la priorità è l'Italicum... Il fatto che si scannino fa capire che a loro interessano solo le regole per farsi eleggere", ha aggiunto. Di Battista ha poi affermato che se il dibattito verrà compresso dal governo, il M5S "userà mosse extraparlamentari perché il Parlamento sarebbe completamente esautorato".
E un appello a tutti i deputati lo fa Arturo Scotto, capogruppo di Sel e Montecitorio. "La fiducia sulla legge elettorale è un'aberrazione; è una legge di rango costituzionale e sulla Costituzione nessun governo guidato dal buonsenso porrebbe mai la questione di fiducia. Se il premier, come sembra ormai chiaro a tutti, dovesse optare per questo strumento, cambierebbe in un colpo solo la natura della nostra Repubblica: da parlamentare a neo presidenziale. Ci appelliamo a tutti quei depurati liberi che in tutti questi mesi hanno espresso rilievi critici sull'Italicum: non consentiamo questo stupro della Costituzione" [...]


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