Magazine Opinioni
Ora, fatemi il piacere, in Europa dimenticate di essere "europei". Per una sera scordatevi o' tik tak, sta frenesia di fare il Barcellona ad ogni costo. Lasciate a Napoli l'ansia del bel gioco, ve lo do io lo schema per il Borussia: 8-1-1. Magari un paio di lezioni fatevele dare dalle cheerleaders, vi mettete l'un sull'altro, una difesa a castello sulla linea di porta. Voglio una barriera senza vanità, pura essenza di cazzimma. Voglio il catenaccio. E lo voglio brutto. E lo voglio orgoglioso, ostentato. Voglio dire alla Champions: "Andiamo a Dortmund per lo zero a zero". Senza giri di parole, senza giri di palla. Si può soffrire, come ai bei tempi. C'è tutta un'epica del fango e del sangue, forse anche più nobile dei merletti tanto di moda di 'sti tempi. Non c'è niente di male a snaturarsi, all'evenienza. Anzi, lo impone la maturità. La saggezza di saper riconoscere il momento del ridimensionamento, adattarsi per sopravvivere. Si evita il cortocircuito: fare i belli quando non serve puzza di boria da pezzente sagliuto. E invece questa qualificazione è già meritata, già guadagnata, è nostra. Tocca solo sporcarsi, una volta ancora, una volta di più. Non ho voglia di uscire a testa alta. Ho voglia di entrare a testa bassa. E di restarci, in Europa. Senza fare troppo gli "europei".
