Oggi Roma ospita due grandi eventi. Il raduno degli scout Agesci dal Papa (una delle poche associazioni cattoliche dove il dibattito sui diritti si sta sviluppando in mondo sano) e la tappa romana del Pride. Mi piace pensare che Roma torni ad essere questo: la città di tutti, dove la diversità si incontra, convive senza fondersi e omologarsi, ma dialogando continuamente. Mi piace pensare che Roma torni ad essere luogo dove si può essere se stessi, senza “marciare” contro qualcuno. Mi piace pensare che l’accoglienza da business e fonte di reddito mafioso, proprio a Roma ritrovi la sua dimensione umana e un nuovo modello di accoglienza. Roma ha una storia millenaria di accoglienza delle diversità, è stata capitale del mondo allora conosciuto perché aveva colto, forse unico caso al mondo occidentale, che la conquista non passava per radere al suolo l’identità del conquistato. Anzi.
