Oh come mi sono arrabbiata, oh come mi sono arrabbiata!

Da Mizaar

A. ama A. – almeno loro dicono così. Ma A. è un bel pezzo d’asino e pure molto molto cafone e non riesco a capacitarmi come faccia A. anima candida e gentile, a sostenere questa liaison scolastica di terza media. Forse proprio grazie alla capacità di sacrificio e abnegazione e di buonaggine congenita che la generalità di noi donne ha come dotazione matriarcale alla nascita, ci fa capaci di simili gesti nobili. Ad ogni modo tornando ai doppia A, la loro posizione fisica in classe è: A. lui, nel banco di dietro e A. lei, davanti con l’altra A. – eh sì, adesso che scrivo mi rendo conto che c’è un vistoso incrocio di A. vaganti in elenco! Stamattina, prima della verifica di grammatica – analisi del periodo con le incidentali, con le quali bazzico spesso e volentieri – vengo avvicinata da G. che sull’orlo di una crisi di nervi mi chiede di spostare M. – altro cafuncello – dalla sua postazione perché la infastidisce. Richiamo all’ordine M. facendolo sedere vicino a me – sono seduta in un banco anch’io, per la cronaca. A. lui coglie la palla al balzo e senza chiedere nessun permesso – le regole, che so’? – passa nel banco davanti, accanto alla sua amata. Gli dico di tornare al suo posto e lui, piuttosto che chiedere per piacere fammi restare, comincia a rispondermi a malo modo, dimostrando così di essere un vero cretino, poiché da sempre sostengo e predico la validità di una richiesta fatta con educazione è molto più conveniente che un atto di forza da bullo. Doveva dimostrare alla sua A. che è lui il maschio di casa? Un tira e molla incredibile concluso con una nota disciplinare e una solenne alzata di voce da parte mia – cosa che odio fare con tutta me stessa. Alla fine Italiano ha deciso di concedere il bonus ” seduta nelle vicinanze della bella ” per una mezz’ora, ma la cosa non m’è andata a genio. Solidarietà maschile? Alla fine li strozzerò tutt’e due!


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