Solo una buona dose di autoironia e di atteggiamento "da non prendersi troppo sul serio" di un popolo, quello inglese, poteva portare la regina Elisabetta a diventare una "Bond girl" ed entrare allo stadio olimpico sulle note della colonna sonora dei film del celebre agente segreto britannico.
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Solo una buona dose di autoironia e di atteggiamento "da non prendersi troppo sul serio" di un popolo, quello inglese, poteva portare la regina Elisabetta a diventare una "Bond girl" ed entrare allo stadio olimpico sulle note della colonna sonora dei film del celebre agente segreto britannico.
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