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Omeopatia: gli italiani desiderano maggiori informazioni

Creato il 18 giugno 2014 da Informasalus @informasalus

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Omeopatia: gli italiani desiderano maggiori informazioni

Gli italiani desiderano ricevere maggiori informazioni sull'omeopatia, a partire dalle indicazioni terapeutiche che oggi non possono essere riportate sul packaging. È quanto emerge da un'indagine di AstraRicerche commissionata da Boiron, azienda leader nel settore della produzione e distribuzione di prodotti omeopatici.
Il 51. 7 % di chi afferma di conoscere i medicinali omeopatici dichiara di volerne sapere di più in merito all'omeopatia. Fra qeusti, ben il 43.8% vorrebbe un'informazione maggiore sul tema da parte dei mezzi di informazione.
Sebbene in Italia gli omeopatici siano riconosciuti dal 1995 come medicinali a tutti gli effetti, non è possibile per le aziende del settore inserire indicazioni terapeutiche e posologia sul packaging o sulla confezione per via di un diverso recepimento, nel nostro Paese, di una direttiva comunitaria europea.
“L’impossibilità di comunicare al grande pubblico le indicazioni terapeutiche sul foglietto illustrativo – spiega Silvia Nencioni, AD e Presidente di Boiron Italia - è secondo noi molto penalizzante per il paziente, a cui sono negate informazioni fondamentali per la sua salute. Succede che il paziente si reca in farmacia, acquista un prodotto e poi fatica a ricordare come deve essere correttamente utilizzato.
Visto che stiamo parlando di medicinali efficaci e sicuri, è a mio parere auspicabile che le istituzioni tengano conto della richiesta di informazione da parte dei consumatori, sbloccando una situazione di anomalia che attualmente, fra tutti i Paesi europei, riguarda solo l’Italia. Tra l’altro, quella delle indicazioni terapeutiche è solo la questione più scottante, ma non è certo l’unica.
Il divieto di inserire le indicazioni terapeutiche che le aziende del comparto devono rispettare è strettamente connesso al divieto di fare pubblicità sui medicinali: un altro aspetto importante in grado di condizionare lo sviluppo dell’omeopatia nel nostro Paese. In Italia, infatti, le aziende del comparto omeopatico oggi non possono neppure nominare in pubblicità il nome del medicinale”.



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