Sbaglio di nuovo. Lei mi guarda di traverso, aspetta.
Servo. Lei risponde, poi fa quel gesto tutto suo, come se scacciasse una zanzara, per dire che ha finito. E' ora di andare a prendere Jaden.
Esce dal campo.
Non ancora, le dico.
Che? si ferma, mi guarda. Poi si mette a ridere.
D'accordo, dice, tornando alla riga di fondo. Non ha senso ma è quello che sono sono e lei capisce. Abbiamo delle cose da fare, cose meravigliose. Lei non vede l'ora di cominciare e così io. Eppure, è più forte di me.
Voglio giocare soltanto un altro po'.
(Andre Agassi, Open, Einaudi)