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Opera Sei

Creato il 23 ottobre 2010 da Gloutchov
Opera SeiUn uomo ferito gravemente all'addome. Un chirurgo estetico cinese, Hao Myung. L'arte moderna. Quando Daniel Crosby osserva l'opera prodotta da Myung sulla cicatrice che gli attraversava il corpo ne comprende immediatamente le potenzialità. Lasciatosi trasportare dalla creatività del cinese, Crosby si lascia applicare delle protesi estetiche che faranno di lui una vera opera d'arte moderna. Lui è la prima Opera di Myung. Ne seguiranno altre cinque, una molto differente dall'altra e tutte ispirate alle esperienze vissute dai soggetti che si offriranno volontari per questa nuova forma creativa. L'idea è quella di dare vera vita alle opere d'arte, rendendole quindi più vicine all'uomo e, allo stesso tempo, altrettanto fragili. Il valore di queste opere è ovviamente elevatissimo e una grossa società si mette in accordi con Myung offrendo capitali e mezzi in cambio di... di poter fungere da tramite con i collezionisti per l'acquisto delle opere create dal medico cinese. Ester è l'opera numero sei. Lei è una ragazza bellissima, vittima della sua stessa bellezza e di una ingenuità a cui non riesce di fuggire. Il suo desiderio è che il mondo la veda per come lei veramente è e... per questo si rivolge a Myung. La madre di Ester, però, ha le conoscenze giuste per mettere un segugio sulle tracce della figlia smarrita e sperare di poterla un giorno riabbracciare sana e salva.
Opera Sei è inquietante. Opera Sei fa riflettere profondamente sulla definizione della parola arte. Opera Sei fa riflettere persino sul significato della parola famiglia. All'interno di questo romanzo è possibile immergere ognuno di noi in ragionamenti paralleli che rendono tutto quanto così plausibile da poter credere che un giorno o l'altro tutto possa diventare cosa reale. Scritto con metodo, freddo al punto giusto, il romanzo mostra questa vicenda con mille occhi differenti. Spionaggio, creatività, lucro, sentimenti, disperazione, amore, fedeltà, determinazione... quali altri ingredienti possiamo trovare tra queste pagine? Il dolore interiore. Ci sono vite traumatizzate che cercano la via di fuga. Ci sono sogni infranti e speranze vanificate. La crudezza di Opera Sei giunge a toccare il suo culmine, lo ammetto, quando il finale va a rispecchiare la vita vera. Non voglio svelare nulla ma... il lieto fine è una panzana che solo in rarissime occasioni giunge a realizzarsi. Ester è solo una vittima del sistema "mondo". Lei è la debole pecorella in un bosco infestato dai lupi che, per sopravvivere, decide di mettersi nelle mani di un pastore, che ne limiterà la libertà, che la toserà per guadagnare dalla sua pelle, ma che comunque la libererà dalla paura di finire ancora una volta tra le grinfie dei lupi. David Riva riesce, saltando da un istante all'altro della vicenda, a creare suspance, tensione, ed emozioni forti. Ti costringe a non mollare mai la presa sul libro. Di portarlo in fondo per scoprire quale sarà il destino di tutti. Lo fa con uno stile interessante e moderno, con un linguaggio in perfetto equilibrio tra la narrazione d'azione e quella invece più introspettiva. Anche i balzi temporali creano uno strano fenomeno di infodump involontario. Il lettore finisce per scoprire dettagli prima ancora dei personaggi e, leggendo, li incalza a sua volta per vederli arrivare il più presto possibile là dove lui è già arrivato con la propria intuizione. Un effetto molto bello, davvero, perché si forma uno strano artificio tra lettore e lettura dove tutto quanto diventa una amalgama unica di cui il lettore diventa partecipe e, per certi versi, personaggio testimone dei fatti.Veramente bello. Lo consiglio vivamente.

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