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Ora l’inquinamento si combatte con i droni!

Creato il 19 giugno 2015 da Deboramorano @DeboraMorano

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Monica Abarca, studentessa peruviana, ha realizzato, per la sua tesi di laurea, un drone volante in grado di trovare tracce di inquinamento atmosferico e radioattivo. La Silicon Valley la accoglierà per partecipare a

Laureata in ingegneria meccatronica, alla Pontificia Università Cattolica del Perù (PUCP), con il suo drone rilevatore di inquinamento ha colpito la giuria della Global Impact Competition, un concorso bandito in Perù, ed le è valso un corso specialistico presso la Singularity University, uno dei più importanti centri per l’incubazione tecnologica nel mondo accademico, nella Silicon Valley.

Presso presso la Singularity University potrà sviluppare il suo drone, un velivolo composto da sensori e algoritmi.

Il drone pesa tre chili, ed è equipaggiato per fornire dati sulla qualità dell’aria. Il suo scopo è quello di misurare non solo l’inquinamento atmosferico, ma anche quello radioattivo e per questa ragione è stato dotato di sensori di gas e particelle inquinanti. Un simile dispositivo può trovare diverse applicazioni, come ad esempio nel settore minerario-metallurgico.

I droni possono sostituire le stazioni di monitoraggio dei contaminanti fisse, poiché sono in grado di coprire aree più vaste e sono strumenti dinamici. Il drone può salire fino a 500 metri sul livello del mare, volare per 10 minuti e non è dotato di fotocamera.

La giovane studiosa peruviana sta già mettendo a punto la seconda versione del drone che prevedono oltre l’integrazione di un occhio elettronico anche la possibilità di volare per mezz’ora e di operare a migliaia di metri di altitudine.

(fonte: http://www.repubblica.it)


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