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Oscar 2014, le previsioni: la sfida tra gli attori e le attrici

Creato il 26 dicembre 2014 da Filmedvd
Festival e premi

Continuiamo, anche durante le feste, l’analisi delle previsioni che arrivano da Hollywood sui nomi più papabili per una nomination agli Academy Award, con la cerimonia di premiazione che si svolgerà al Dolby Theatre di Los Angeles il 22 febbraio e verrà presentata da Neil Patrick Harris. Dopo film e registi, oggi ci occupiamo di quattro tra le categorie più attese, ovvero i miglior interpreti maschili e le migliori interpreti femminili, nella doppia sezione divisa in protagonisti e non protagonisti.

 

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA

Per l’Oscar al miglior attore protagonista conferme arrivano per Michael Keaton, probabilmente alla miglior performance in carriera in Birdman, e per il bravissimo Eddie Redmayne, straordinario interprete del fisico Stephen Hawking ne La teoria del tutto. Sono in ascesa le quotazioni di Benedict Cumberbatch nel ruolo del matematico Alan Turing in The imitation game, di David Oyelowo nei panni di Martin Luther King in Selma – La strada della libertà e Steve Carell nell’intensa e drammatica trasformazione di Foxcatcher. Qualche chance anche per lo “sciacallo” Jake Gyllenhaal di Nightcrawler – Lo sciacallo, Ralph Fiennes direttore del Grand Budapest Hotel e il Timothy Spall di Turner, già premiato a Cannes. Sullo sfondo e con poche probabilità, ma da tenere comunque in considerazione, le performance di Oscar Isaac per A most violent year, Miles Teller per Whiplash, Bill Murray per St. Vincent, Bradley Cooper per American sniper, Joaquin Phoenix per Vizio di forma, Ellar Coltrane per Boyhood e John Lithgow per I toni dell’amore.

 

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MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA

Nella categoria per la miglior performer femminile sarà difficile contrastare l’assoluta favorita Julianne Moore, in procinto di ricevere la sua quinta nomination agli Oscar. In Still Alice, la Moore dimostra per l’ennesima volta il suo meraviglioso talento nel ruolo di Alice Howland, donna affermata nel privato e nel lavoro, le cui certezze crollano il giorno in cui le viene diagnosticata una forma precoce di Alzheimer. La vera – e forse unica – contender della Moore è l’ambigua e inquietante Rosamund Pike de L’amore bugiardo – Gone girl; per l’attrice inglese, nota anche per il ruolo di Jane Bennett nell’Orgoglio e pregiudizio di Joe Wright, sarebbe invece la prima candidatura agli Academy Award.

Molte chance di entrare nella cinquina anche per Felicity Jones, moglie di Stephen Hawking ne La teoria del tutto, e la Reese Witherspoon “on the road” di Wild, già premiata nel 2005 per Quando l’amore brucia l’anima – Walk the line. Lotta serrata per uno degli ultimi posti tra la favorita Jennifer Aniston per Cake, Marion Cotillard per Due giorni, una notte dei fratelli Dardenne, che tuttavia hanno mancato l’ingresso nella short-list per il miglior film straniero, Hilary Swank per The homesman, Amy Adams per Big eyes, Gugu Mbatha-Raw per Belle e Shailene Woodley per Colpa delle stelle. Speranze ridotte al lumicino invece le riserviamo a Emily Blunt per Into the woods, Anne Dorval per Mommy, Mia Wasikowska per Tracks – Attraverso il deserto, Jenny Slate per Obvious child e Tilda Swinton per Solo gli amanti sopravvivono, le quali sembrano già praticamente fuori dalla corsa.

 

Julianne Moore - Still Alice

 

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA

Sembra ormai quasi completata la cinquina per il miglior attore non protagonista. A meno di sorprese dovrebbero avere già in tasca la candidatura J.K. Simmons, che in Whiplash dà il volto al severo direttore d’orchestra Fletcher, l’ottimo Edward Norton per Birdman, Ethan Hawke padre separato in Boyhood e l’eclettico Mark Ruffalo, che in Foxcatcher veste i panni dell’atleta Dave Schultz, fratello di Mark (Channing Tatum), campione olimpionico assassinato dal suo amico e allenatore John Dupont (Steve Carell). Per l’ultimo posto parte in vantaggio il sempreverde Robert Duvall di The judge, tallonato da Josh Brolin per Vizio di forma e Tom Wilkinson per Selma. Molto staccati dal gruppo di testa invece Tim Roth per Selma, Miyavi per Unbroken, Chris Pine per Into the woods, Tyler Perry per L’amore bugiardo – Gone girl, John Goodman per The gambler, Alec Baldwin per Still Alice, Charlie Cox per La teoria del tutto e Andy Serkis per Apes revolution – Il pianeta delle scimmie.

 

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MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA

Per la categoria per la miglior attrice supporter l’unica che sembra sicura del posto in cinquina è Patricia Arquette, madre separata in Boyhood. Altissime probabilità di una nomination anche per l’onnipresente Meryl Streep per Into the woods, Keira Knightley per The imitation game e l’attivissima Emma Stone, che potrebbe essere candidata per Birdman. L’ultimo posto disponibile è al momento ad appannaggio di Jessica Chastain, moglie immigrata nella violenta New York di inizio anni ’80 in A most violent year. Qualche possibilità rimane anche per Tilda Swinton per Snowpiercer, Laura Dern per Wild e Naomi Watts per St. Vincent. Sembra utopistico invece considerare in corsa, nonostante le voci delle ultime settimane riguardino anche loro, Carmen Ejogo per Selma, Rene Russo per Lo sciacallo, Kristen Stewart per Still Alice e Carrie Coon per L’amore bugiardo – Gone girl.

 

Emma Stone - Birdman

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