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Outlast – RECENSIONE – PS4

Creato il 22 febbraio 2014 da Rostislav @videogiochiword

Outlast e la sua paurosa ambientazione ritornano su PlayStation 4. I ragazzi di Red Barrells saranno riusciti a terrorizzarci e coinvolgerci con questo titolo?

Lo scopo principale del gioco è quello di suscitare terrore, in modo da essere sempre impauriti in ogni angolo del gioco. Partiamo dal presupposto che la storia non è il punto forte di Outlast, il tutto infatti verrà raccontato tramite gli appunti del nostro protagonista, che essendo un giornalista, appunterà ogni cosa che vedrà con la telecamera. Miles Upshur, si infiltra in questo manicomio per far chiarezza inerente a degli esperimenti condotti nel manicomio di Mount Massive, nel Colorado, riaperto da una società nominata Murkoff Corporation. Purtroppo non si tratterà di una semplice riapertura ma, all\’interno verranno condotti alcuni esperimenti sugli esseri umani, rendendoli pseudo pazzi o malati mentalmente. Nel gioco noi saremo solo degli “spettatori\” dato che potremmo interagire con ben poco nell\’ambiente. Non possiamo difenderci, quindi l\’unica cosa che potremo fare è scappare e pregare di trovare un riparo sotto qualche letto o armadietto, sperando che nessuno ci trovi.

Struttura semplice ma efficace!

Il gioco si presenta con una struttura assai semplice. I tasti sono abbastanza comodi ed è stata sfruttata a dovere pure la lightbar del DualShock 4, infatti ad esempio, quando attiveremo il sensore a infrarossi della telecamera, la lightbar da una luce bianca passerà a quella verde o un altro esempio, quando qualcuno ci ucciderà, la lightbar diventerà rossa. L\’ambiente di gioco non è dispersivo come può sembrare ,ma la struttura in cui saremo costretti a vagare è abbastanza lineare a dispetto delle prime apparenze. Basterà ben poco per capire dove andare e cosa fare. L\’unica volta in cui il gioco ci pone un ostacolo nel proseguire è quando un qualche pazzo ci sbarrerà la strada, specialmente se si tratta di un nemico di stazza maggiore della nostra. Visto che dopo due colpi o giù di li ci farà fuori, l\’unico modo di aggirarlo è agire con prudenza e cautela. Negli inseguimenti il gioco offrirà un aspetto molto interessante e tramite un tasto potremmo guardarci alle spalle durante un inseguimento in modo da poter tenere d\’occhio sempre le nostre spalle da eventuali attacchi.

Ambientazioni paurosamente fantastiche..

La grafica fa il suo dovere sull\’appena arrivata console Sony e difatti avremo ottimi effetti di tutto rispetto. Il filtro che rende le immagini leggermente sgranate ricorda molto diversi film horror ,ma anche diversi giochi della generazione passata. Gli ambienti sono abbastanza curati e donano un contorno che si aggira tra il terrificante e il meravigliso, nonostante in alcune zone si faccia sentire il fattore \”ripetitività\”. Il gioco ha una longevità media; noi abbiamo impiegato quattro ore a terminare il gioco e pensiamo che sia la giusta quantità di tempo dato che il gioco verso la fine tende ad andare avanti diventando talvolta fin troppo ripetitivo.

Sonoro e effetti… da paura!

Il comparto sonoro del gioco è veramente ben curato. Sentiremo perfino i passi del protagonista e dei nostri nemici, e infatti grazie a questo fattore, i nostri nemici potranno scovarci e ricercarci mettendoci in tensione. Il doppiaggio inglese è abbastanza soddisfacente, nonostante il protagonista sia un non-parlante, il tutto è contornato da un OST abbastanza convinvente, ma purtroppo nulla di rilivante. Come detto in precedenza, gli effetti sonori sono il punto forte di questo titolo come la pioggia e il respiro del protagonista.

Nel gioco come ormai avrete capito a fare la protagonista è senz\’altro la tensione, infatti, non mancherà occasione di ritrovarci in mezzo ai gruppi di pazzi in un apparente stato di tranquillità, mettendoci in ansia vista l\’imprevedibilità dei nemici. Se in un momento sono docili allora in un momento successivo possono essere molto aggressivi, costringendoci a fuggire e alle volte mettendoci alle strette a causa del panico e della tensione.

Non è tutto oro ciò che luccica..

Arrivando alle noti dolenti, il gioco ha una rigiocabilità pari a zero per coloro che non sono interessati alla funzione dei trofei. Invece per coloro che adorano e vogliono completare il gioco sbloccando i trofei c’è una buona notizia, gli sviluppatori hanno inserito una modalità denominata “Folle” consentendo di prendere il trofeo di questa modalità. Questa modalità consiste nel giocare a una difficoltà maggiore (infatti i nemici con uno o due colpi vi metteranno al tappeto), senza i checkpoint e in caso di Game Over dovremmo iniziare tutto il gioco daccapo, quindi si tratta una vera e propria sfida, per i veri amanti del pericolo.

La conclusione di una recensione paurosa..

Che altro dire su Outlast? Il gioco offre un\’esperienza unica, non adatta a coloro che soffrono di problemi di cuore, dato che non mancheranno situazioni in cui salteremo dalla sedia oppure dove saremo assaliti dal terrore o dalla tensione come già spiegato in precedenza. Il maggior difetto di Outlast è il suo comparto narrativo, non molto soddisfacente, con un finale abbastanza banale senza una dovuta spiegazione, contornato da alcune sessioni frustanti ed enigmi abbastanza banali adatti perfino a coloro che sono negati con il genere.

Nonostante tutto, però, Outlast è un gioco da provare, una piccola perla anche con i suoi numerosi difetti. Le atmosfere sono molto soddisfacenti e ricalcano a perfezione le situazioni di terrore.

Pro:
Ambientazioni perfette per il genere Surival Horror
Ottimi effetti sonori e grafici
Eccelente uso delle diverse emozioni come: paura e tensione.


Contro:
Rigiocabilità pari a zero
Ripetività dopo qualche ora di gioco
Trama non soddisfacente


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