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Ove si Conduce l'Italia???!!!

Creato il 27 maggio 2012 da Pontelatone
Ove si Conduce l'Italia???!!!
È indispensabile, perfin preliminare ( se vogliam esser uditi ), ristrutturar i metodi del finanziamento pubblico ai partiti, pur la sua cifra. Ma che codesta sia la risposta alla negatività della crisi a me appar fatto di poco conto e perfino depistante. E vorrei proferirlo indirizzandomi ancor alle coscienze intellettuali e morali di codesta Patria.
Le quali sanno ottimamente del perché è così funesta la crisi della democrazia europea e occidentale. Chi comanda a Bruxelles e con quali mezzi si combattono le elezioni americane???!!! Ma non voglio svincolarmi!!! È dalla realtà italiana che dobbiam incamminarci. Dalla sua estrema gravità. Codesta non è sol d'una crisi della pianta economica e del meccanismo politico, è l’insieme dell’organismo italiano che è investito da uno slittamento che è anche morale. Il Popolo è che vaga senza alcuna meta e si domanda assiduamente chi lo dirige, e ove si sta conducendo. Dunque io credo che il mar di melma che il meccanismo politico-mediatico sta cospargendo sui partiti non è un episodio tra i tanti della polemica politica. Esso investe ( anche al di là delle intenzioni ) la vita stessa del Parlamento, creder in esso. Cioè in quella che è la più mastodontica invenzione della democrazia emancipata: la rappresentanza di idee e interessi dissimili nella convinzione che sol dalla comparazione tra “ fazioni ” diverse scaturisce l’interesse globale.
A che gioco si sta giocando oggi in Patria???!!! I “ partiti ” non son un “ oggetto ”, d'un mestiere. Posseggono d'un nome e un cognome. Cotanti giovani, in una epoca remota, non si son iscritti ai “ partiti ” ma al PCI, ossia a quello che era l’antagonista della DC. Oggi, occhieggio che lievita il numero di quelli che non si iscrivono a un partito ( tutti in calo di militanti ) ma a struttur molto più potenti, ramificate e tenebrose. Quelle che già Gramsci definiva “ l’Italia delle congregazioni “. Che non posseggono alcun nesso con i partiti, non inciampiamo nell'error. Io qui sto parlando invece di un partito che possiede un nome e un cognome: il Partito Democratico. Quel movimento politico che con tutte le sue anomalie ( e pur d'una qualche “ mela avariata “ ha, nel recente passato, governato l’Italia assiem a persone come Ciampi, Prodi, Andreatta, Veltroni, Napolitano, D’Alema, Bersani, Visco. Perché non si dice che questi ministri son stati tra gli eccellenti e i più onesti della Repubblica Italiana???!!! L’odierno governo dei tecnici non mi fa obliar che quei governi hanno privatizzato le banche e l’industria di Stato, hanno riformato il commercio, hanno portato l’Italia nell’euro. Poi, quando la gran parte degli italiani ( non noi, ma una maggioranza edificata anche dal semi-monopolio TV-Stampa ) ha destinato al governo Silvio Berlusconi, noi ( ripeto: noi ), non altri che oggi si distruggono le vesti, siam stati all’opposizione. Ma abbandoniam la asettica polemica, non occorre ad alcuno. È la crisi pur morale dell’Italia il grattacapo reale che suscita perfino angustia. Come ne vogliam uscir???!!! Con d'una innovazione pur intellettuale e morale senza la qual l’Italia ( non credo di eccedere ) non sarà più quello “ stivale “ fabuloso che è stato nelle epoche, oppur con codesto miserabile gioco secondo cui, essendo i partiti tutti uguali, basta depositar il fango nel ventilator e così osteggiar ogni opportunità concreta di riciclo anche sociale. Basta col denaro ai partiti????!!! Che governino i ricchi, il Popolo non possederà più nemmeno d'una tribuna parlamentare.
Il dubbio amletico che mi assilla è codesto. Quale via vogliam intraprendere???!!! Non è la sorte particolare del mio partito che è in vetta ai miei grattacapi. Occhieggio coll'amarezza a che punto siam tutti giunti. Di che partiti stiamo proferendo???!!! Da due lustri la Lega Nord non fa un congresso vero e proprio. Or si rimane esterrefatti per le pietre preziose, il Trota, gli investimenti in Tanzania. Ma quanti “ dettati “ abbiam letto di eccelsi commentatori e professori di politologia, che esaltavano la Lega come finalmente l'autentico partito del Nord ( non la pochezza della Sinistra ), un partito cotanto popolare che il suo Capo andava alle fonti del Po per raggruppar le acque in una miracolosa ampolla che poi veniva condotta in processione sin a Venezia. Che ridicolo, tutto questo!!!
Codesto partito del Nord ( povero Nord ) che raccoglieva i suoi elettori con le corna in testa di non so qual specie pagana. E poi le ingiurie ai meridionali e agli extracomunitari trattati come belve. Ecco i veri, profondi guasti che l’Italia, ad iniziar dal Nord, ha subito indegnamente. E abbiam anche occhieggiato che cos’era il “ partito ” di Berlusconi, germogliato dagli edifici aziendali della Fininvest. Qual esempio e qual ferita per gli italiani: quel disprezzo per le istituzioni, la Corte Costituzionale “ comunista “, il diniego della legge uguale, il privato ( comprese le squallide “ cene “ ad Arcore ) confuse con il bene pubblico, l’indulgenza per la rivolta fiscale.
È incredibile il racconto che fa il faccendiere Lavitola ai magistrati: perfino i legami personali d’affari con capi di Stato esteri. Ecco il dramma grave e ostico che è innanzi non sol a noi ma alla parte migliore degli italiani.
La necessità di porgere un più alto messaggio etico-politico prima ancor che programmatico. Indicar d'una speranza, una prospettiva.
È vero che i partiti attempati non torneranno più. Credo d'esser nel giusto pur quando lo asserisco. Ma che risposta possiam dar alle sfide che stanno svuotando i poteri della democrazia???!!! Che tipo di società umana si sta forgiando???!!! Il quesito indispensabile è codesto!!!
È pur vero che le vecchie distanze abissali di reddito tra i Paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo si vanno, nell’insieme, riducendo, ma l'evento novo a cui stiam assistendo è la lievitazione, nei Paesi facoltosi, di una titanica miseria e, nei Paesi poveri, d'un notevole sviluppo insieme a d'una miseria assoluta. Il quanto con crescenti disparità nel settor della conoscenza. Sembra di assistere all’avvento non di una nova democrazia ma di un’aristocrazia cosmica del sapere, del potere e della ricchezza, a fronte d'una calca di semplici consumatori, e più in basso ancor di esclusi, sia dal potere che dai consumi. D'una nuova specie schiavi. Quali pari opportunità si spalancano ad una pargola che nasce e risiede in una loco remoto di qualche landa italiana rispetto a un pargolo genito d'un qualche docente della Bocconi???!!!
Codesti son gli eventi, la realtà. E davvero non si carpisce perché la Sinistra non dovrebbe esitar a rialzar il capo e ritrovar l’onor delle sue ragioni antiche ( il suo partito ) nell’aspro contesto di battaglie e di discordanze che sempre più marcano codesto mondo nostro. E dunque non si può sfuggir alla urgenza di tornar a dar alla Sinistra quella ragione antica che è la sua e che non può che consistere in una critica di fondo degli apparati attuali del mondo. D'un rimprovero la cui radicalità non è nella ferocia e nel diniego di assumere responsabilità di governo, ma nel mettere in discussione i poteri concreti che governano da sempre codesta Italia ( magar la attempata classe dirigente alla immortale ricerca di avvenimenti extraparlamentari ) e battagliare per la riedificazione civile dell'Italia.

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