Pandora Machine - Recensione

Creato il 11 maggio 2015 da Intrattenimento

L'azienda sarda gioca d'anticipo e sfida le Steam Machine puntando su Windows 8

Le Steam Machine si stanno avvicinando a passo spedito verso il loro debutto, con una community quanto mai curiosa di vedere finalmente in azione i mini-PC basati su Steam OS e capirne le reali potenzialità. Al di la di produttori e modelli già resi noti in occasione della scorsa game developers conference, infatti, la vera curiosità è attorno all'utilizzo di un sistema operativo su base Linux e su come questo possa essere effettivamente personalizzato e soprattuto il parco titoli a disposizione delle nuove simil console targata Valve. In tal senso mettere in piedi un sistema operativo basato su Linux è sicuramente vantaggioso dal punto di vista della leggerezza e reattività dello stesso, ma dall'altra non è terreno fertile per i videogiochi, da sempre sviluppati in ambiente Windows e, solamente una manciata di essi, successivamente portati su Mac. La vera sfida sarà dunque quella di portare i tripla A su Steam OS, ma mentre in Valve se la prendono comoda, una piccola realtà italiana ha deciso di giocare d'anticipo mettendo sul mercato una macchina molto simile alle prossime Steam Machine, ma di base Windows: la Pandora Machine, una soluzione molto valida per coloro che sono interessati solamente ai videogiochi e che riesce abilmente ad aggirare alcuni degli ipotetici limiti dello Steam OS, lasciandoci però qualche perplessità.

twittalo! Pandora Machine sfida le Steam Machine con una dashboard sviluppata in Windows

Tra console e PC

Sebbene non stupisca per forme particolarmente ricercate o elaborate, la Pandora Machine Prime che ci è arrivata in redazione si presenta molto bene: il design si basa sul case Raven RVZ01 prodotto da Silverstone, una soluzione compatta a cui hanno pensato anche altri produttori di Steam Machine, che pone la macchina italiana in diretta competizione con quelle non solo per i contenuti, ma anche per le forme meno ingombranti di un classico tower. Tutta la componentistica è stata racchiusa in un case dalle dimensioni di 382 x 105 x 350 mm, che non va a sfigurare vicino al televisore in salotto posta sia in orizzontale che in verticale. È completamente nero, con il lettore DVD a fenderne la parte frontale insieme a due porte USB 3.0 e due connettori jack da 3,5 mm per cuffie e microfono, in modo tale da non essere costretti a maneggiare con il pannello input output posteriore e non doverla più spostare una volta installata. Da sottolineare però una scelta abbastanza opinabile del produttore, ovvero che c'è solo il foro e non il lettore ottico, da installare separatamente a carico dell'acquirente. Pensando al pubblico a cui è indirizzata la macchina, ovvero a coloro che non hanno le competenze o la voglia di assemblarsi un PC autonomamente, è difficile immaginarsi che qualcuno vada a comprarlo a parte e si metta ad armeggiare per installarlo di suo pugno, limitando di fatto alcune delle funzionalità di questo prodotto, su tutti l'obbligo di passare per i rispettivi store digitali per l'installazione dei giochi. Il logo del produttore italiano campeggia nella parte inferiore e si illumina all'accensione, con la possibilità di poterlo orientare a piacimento se si decide di posizionare la console in verticale oppure in orizzontale. L'illuminazione è bianca e il case è completamente nero, come detto non particolarmente elaborato o vistoso, e per questo inosservato anche in salotto. Le plastiche rigide con cui è stato forgiato trasmettono il giusto senso di rigidità e alle prova pratica si sono dimostrate efficaci anche sul fronte delle temperature, con la Pandora Machine che non ha mai sofferto di surriscaldamento nonostante l'utilizzo intensivo e prolungato a cui l'abbiamo sottoposta. Essendo riconducibile a una Steam Machine, di fatto non è altro che un PC da salotto, con all'interno tutto l'occorrente per giocare a tutti i titoli su piazza, anche se con qualche compromesso. Se l'obiettivo è quello di fare meglio delle console, grazie alla AMD Radeon R7 260X - da 1 o 2 GB a seconda del modello - assolve perfettamente allo scopo, ma se per voi il fatto di voler giocare in salotto non deve rappresentare un compromesso per la qualità grafica dei videogiochi della vostra libreria, la scelta rimane sempre quella di orientarsi verso un mini PC tradizionale nel quale si può infilare anche una GTX 980 o una R9 290.

Configurazioni a confronto

Le fenditure sulla parte superiore e inferiore garantiscono il giusto circolo d'aria, spinta all'esterno da due ventole che riescono nell'intendo di mantenere la temperatura entro regimi accettabili anche dopo lunghe sessioni di gioco senza riscaldare eccessivamente i componenti. Nella confezione sono anche presenti due filtri anti polvere da installare successivamente per evitare accumuli eccessivi di sporcizia che non farebbe altro che alzare ulteriormente la temperatura nell'angusto case Silverstone. Nel modello che ci è arrivato in redazione, nello specifico il Pandora Machine Prime, alla scheda madre mini ITX di marchio MSI è ancorato un processore Intel Core i3 4150 dual core con frequenza a 3,5 GHz, un unico banco di memoria RAM DDR3 da 8 GB, disco fisso Western Digital Caviar Green da 500 GB e, come detto, scheda video AMD Radeon R7 260X con 1GB di memoria. Compresi nella confezione ci sono anche un joypad e una mini tastiera wireless da utilizzare direttamente dal divano. Entrambi però hanno rivelato una qualità costruttiva appena sufficiente: il pad ha un ottimo grip e tasti solidi, ma levette analogiche e soprattutto una croce direzionale di pessima fattura, con quest'ultima poco precisa in fase di selezione. Analogamente i tasti della tastiera in alcuni casi richiedono la doppia pressione per la digitazione e il piccolo trackball non sempre è reattivo e preciso al primo tocco. Entrambe le periferiche arrivano in bundle con Pandora Machine solamene nella versione Prime e Prime Plus (quest'ultima è equipaggiata con una R7 260X da 2GB), mentre la versione base denominata Pandora Machine Core ne è sprovvista e monta un processore meno potente, nello specifico un Intel P G3450 a 3,4 GHz. In tal senso, se per il processore non si pongono particolari problemi in ottica gaming a 1080p, avremmo preferito vedere tra i modelli di Pandora Machine una soluzione indirizzata a una fetta di giocatori più esigente, con una scheda video più potente considerato anche nel case Silverstone c'è spazio per alloggiare una GPU fino a 33 cm di lunghezza. Essendo un PC dalle dimensioni ridotte, il pannello I/O posteriore presenta la classica configurazione con tutte le connessioni tipiche della scheda madre: tre jack 3,5mm per l'impianto audio, due porte USB 3.0 e due USB 2.0, porta ethernet. A parte per la mancanza di un SSD che però avrebbe inevitabilmente fatto lievitare i prezzi, la componentistica interna della Pandora Machine Plus mette a disposizione tutto il necessario per giocare, ad un prezzo superiore rispetto all'acquisto e all'assemblaggio dei singoli pezzi. Il modello più economico costa 599.00€, quello intermedio 729,00€ e il top di gamma 769,00€.

Prestazioni da rivedere

La cosa più importante della Pandora Machine è ovviamente la Dashboard, realizzata dagli sviluppatori italiani su base Windows seguendo un design a mosaico e liberamene navigabile sia con mouse e tastiera, sia con il pad. Questo permette la piena compatibilità con tutti i titoli presenti sul mercato, non solo con tutta la libreria Steam quindi, ma anche con quelli di piattaforme analoghe come EA Origin, uPlay e Battle.net. Per le Steam Machine questi tre servizi non saranno disponibili, mentre come accennato in apertura è ancora difficile fare delle previsioni su quanti titoli presenti nello sterminato catalogo approderanno su Steam OS, soprattutto sul fronte dei tripla A che sono poi quelli che darebbero un senso al progetto rispetto alle console. La scelta di basare il proprio sistema su una versione pesantemente modificata di Windows 8 risulta quindi vincente, ma sappiate che tutto ciò non si traduce in una libera fruizione e personalizzazione della macchina stessa, che rimarrà pressoché sempre ancorata alle specifiche del produttore. Oltre alle voci messe a disposizione in home page non si può navigare liberamente tra menu, installare programmi addizionali o eseguire overclocking. Il menu relativo alle impostazioni si limita a farci scegliere il tipo di connessione internet (ethernet o wifi) e la risoluzione dello schermo (720p oppure FullHD). La grande icona di Steam campeggia al centro della dashboard e ci dà accesso all'applicazione di Valve nella sua variante Big Picture, il vero cuore pulsante della machina. Steam è navigabile comodamente con il pad e nella libreria sono già indicati quali titoli necessitano obbligatoriamente di mouse e tastiera per essere giocati, in modo da averlo subito ben presente prima di avviare un download di qualche ora che potrebbe rivelarsi infruttuoso. Essendo Pandora Machine basata su Windows 8, tutti i titoli sono fruibili così come tutte le funzionalità di Steam, EA Origin, uPlay e Battle net. Questi ultimi tre si presentano in una versione analoga a quella per PC senza un'applicazione appositamente progettata per la navigazione con il pad, risultando quindi più scomode e macchinose rispetto alla controparte Valve. Una volta installati un po' di titoli, ci siamo dilettati a provare le differenti impostazioni grafiche per capire fino a dove riesce a spingersi la Pandora Machine Prime giunta in redazione, e i risultati nono sono stati molto lontano dalle aspettative. Non essendoci nessuna procedura di assemblaggio specifica, le prestazioni sono figlie della Radeon R7 260X: una scheda budget che spinge i titoli a ridosso dei 60 fotogrammi al secondo quando si rinuncia un po' alla qualità. Titoli non recentissimo come Assassin's Creed IV: Black Flag, Bioshock Infinite e Grid 2 anno raggiunto questi risultati solamente con la qualità grafica al minimo, facendo della Pandora Machine Prime un mini PC dai 30fps per la maggior parte delle produzioni, soprattutto in ottica futura. Non essendo possibile intervenire in fase di overcloking, processore e GPU rimangono a frequenza stock e ogni tipo di personalizzazione in tal senso è negata. Sotto stress inoltre il sistema si è rivelato un po' rumoroso, colpa soprattutto del dissipatore do serie Intel che quando lavora a pieno regime non è campione di silenziosità. A completare il ventaglio di funzioni c'è il media center gestito dal programma xbmc per avere accesso e catalogare video, musica e foto in una comoda libreria di facile consultazione. Ancora una volta però risulta opinabile la scelta di non mettere un lettore DVD di serie.

Pro

  • Accesso a tutti i titoli di Steam, Origin, uPlay e Battle.net
  • Dashboard completa e ben organizzata

Contro

  • Prestazioni mediocri
  • Pad e mini tastiera problematici
  • Manca il lettore DVD

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