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PANORAMA - Tommaso Pincio

Creato il 24 novembre 2015 da Lalettricerampante
Val sempre la pena di leggere, si diceva.
PANORAMA - Tommaso Pincio
Panorama di Tommaso Pincio, edito da NN editore, una piccola realtà editoriale nata quest’anno e che sta pubblicando un libro bello dietro l’altro, ha vinto lo scorso sabato sera la prima edizione del premio Sinbad per la narrativa italiana.S’è fatta furba, la lettrice rampante a mettersi a leggere i libri non appena vincono i premi, così da avere più visite” starà pensando qualcuno di voi. E invece è stato più o meno un caso. Avevo iniziato Panorama qualche settimana fa e poi richiuso e rimesso sulla mensola dopo una decina di pagine. Non era il suo momento, probabilmente: un po’ perché in tanti ne stavano parlando, e, quando tutti parlano di una cosa, il mio primo istinto è quello di mettermi a fare qualcos'altro, un po’ perché sono da sempre convinta che non si può leggere sempre qualsiasi cosa e che, soprattutto, un libro letto quando non è il suo momento non sia un piacere ma una tortura.Poi l’ho ripreso in mano proprio sabato mattina. Perché sì, è da furbi parlare di un libro non appena questo ha vinto un premio, ma stroncarlo sarebbe ancor più di effetto, non vi pare?Peccato, però, che non lo possa fare.
Panorama di Tommaso Pincio è la storia di Ottavio Tondi, di professione lettore, nonché incapace di fare qualunque cosa che non sia leggere.
Se di molte persone, al semplice guardarle in faccia, si può dire che finiranno male, qualcosa di non molto diverso era possibile dedurre dallo speciale talento di Tondi nel non incidere sulle cose, per restare assente, inerte in ogni circostanza, a meno che non ci fosse in ballo la lettura di un libro.
E questo suo unico talento lo porta a trovarsi in strane situazioni, tipo essere spacciato per l’autore misterioso del libro del momento, pur aborrendo lui completamente la scrittura. O addirittura a tenere reading pubblici, in cui però proprio non se la sente di leggere ad alta voce.Finché un giorno non succede qualcosa di brutto: siamo in un mondo in cui nessuno legge più e chi viene visto per strada, con un libro in mano, è facile bersaglio di attacchi, verbali e fisici. Per Ottavio Tondi quel momento segna una svolta. Non riesce più a leggere, a fare quell'unica cosa che è sempre stato capace di fare. All'inizio supera l’ostacolo facendo leggere altri per lui, ma a un certo punto, anche questo non funziona più. E poi arrivano Mario Esquilino, che già aveva incontrato in passato per lavoro ma, hey, niente rancori, e, soprattutto, arriva Panorama, il social network del momento a cui Ottavio Tondi si iscrive, proprio su insistenza di Esquilino. Qui conoscerà Ligeia Tissot, una ragazza che sembra conoscere i libri bene quanto lui e con la quale inizia una lunga corrispondenza. Quattro anni, per la precisione, che cambieranno la vita di Ottavio Tondi. 
Panorama di Tommaso Pincio è soprattutto Ottavio Tondi. Un grande, grandissimo personaggio, che esaspera un po’ la figura del lettore fino a renderla fin troppo pura. Lui ha sempre un libro con sé. Lui legge perché ama leggere, ma non cerca nei libri alcuna consolazione. Lui legge e odia scrivere. Lui legge e odia apparire in pubblico. Lui legge e basta. Perché non sa fare altro che non sia quello, e non sa, forse, vivere in alcun altro modo.
Un grande personaggio, dicevamo, che si muove nel contesto di un mercato editoriale molto simile a quello che potrà presto diventare il nostro, se le cose vanno avanti come stanno andando. Un mercato editoriale in cui tutti scrivono e nessuno legge. In cui la vita media di un libro in libreria è di un mese o due, quando è fortunato.
Ci si era già rassegnati al ciclo vitale della maggioranza dei titoli –qualche settimana in libreria, un annetto a prendere polvere in magazzino, infine il macero o, per le copie più fortunate, l’accanimento terapeutico dei reminder.
Un mercato editoriale, dicevamo, in cui ogni espediente, come appunto celare l’identità di un autore, è utile e sfruttato quasi allo sfinimento per vendere più copie, indipendentemente dalla qualità editoriale. Un mercato editoriale che si dimentica del lettore, forse perché non ce ne sono quasi più.
E poi, quando esce dal mondo editoriale, si ritrova in quello virtuale, in quel Panorama, sintesi di tutti i social network di oggi, in cui ci sono regole folli e da cui è impossibile disiscriversi. E Ottavio Tondi, che alla fin fine è un semplice, è un puro, pur conoscendo le assurdità di questo mondo virtuale, è qui che spera di ritrovare se stesso.
Avevano ragione a chiamarlo Panorama. Proprio di questo si trattava: dell’umanità fatta paesaggio, Era come accendersi una sigaretta e affacciarsi alla finestra. E quando mai importa su quale paesaggio si affacci la tua finestra? Quale vista ti si offra. Potresti passarci comunque ore. Anzi più la vista è scialba e vuota, più ti incanti, perché in realtà non hai bisogno di guardare qualcosa, hai bisogno di perderti nel tuo sguardo. Una forma di meditazione.
La critica che Tommaso Pincio fa a questi due aspetti della società moderna è molto violenta. Soprattutto quella verso l’editoria, al punto che forse, e qui c’è la mia più forte e forse unica perplessità riguardo a questo libro, viene da chiedersi perché ci stia dentro a questo mondo, se fa così schifo (certo è che ha pubblicato con un piccolo editore, e di piccoli editori che stanno resistendo e lottando contro questa strana logica di mercato, pubblicando cose di qualità ce ne sono tanti, per fortuna. Però ecco, mi lascia sempre un po’ perplessa chi riesce a sputare così bene nel piatto in cui mangia).
In ogni caso, Tommaso Pincio scrive davvero molto bene e, soprattutto, è riuscito a creare un personaggio che, almeno per quanto mi riguarda, farà parte dei miei ricordi letterari per un bel pezzo.
Titolo: Panorama
Autore: Tommaso Pincio
Pagine: 199
Anno di pubblicazione: 2015
Editore: NN Editore
Prezzo di copertina: 13 €
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formato brossura:Panorama

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