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Parco Nazionale del Gran Paradiso|Valle d’Aosta

Creato il 30 ottobre 2012 da Annaemy @Annaemily2
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Nel 1919 le riserve reali di caccia, che i Savoia possedevano in valle di Aosta nel Gruppo del G. Paradiso, furono donate da Vittorio Emanuele III ( I SAVOIA ), allo Stato Italiano affinché ne facesse un parco -dice testualmente la motivazione - "Per conservare le forme nobili della flora e della fauna alpina e una riserva intesa ad impedire la sparizione della bella e apprezzata razza degli stambecchi che in quelle montagne ha i suoi ultimi esemplari sopravvissuti in Europa". L'estensione attuale del P.N.G.P., che comprende, oltre alle tre valli valdostane (Valsavaranche, vai di Cogne e Val di Rhèmes), anche quelle canavesane dell'Orco e del Soana, è di circa 60.000 ettari che inglobano tutto il massiccio montuoso del G. Paradiso.
img132Stambecchi nel loro habitat naturale. Punte : Patri m 3583 s.Orso; C.Coupè di Money, Sant Andrea; Grans San Pietro m. 3692E' il primo Parco Nazionale sorto in Italia e custodisce le più tipiche forme di vita vegetale e animale esistenti sull'arco alpino, compreso l'ultimo gruppo di stambecchi, di razza pura, sopravvissuti in Europa.
Non è possibile spiegare per quali ragioni lo stambecco ,animale antichissimo comparso sulla terra 14.000.000 di anni fa, trovò il suo ultimo rifugio tra le montagne del G. Paradiso. Questo animale, ricercato per le sue carni e per i poteri taumaturgici che la superstizione popolare assegnava ad alcune parti del corpo (la "croce" del cuore, le corna, i visceri e il sangue), fatto oggetto di una caccia spietata scomparve dalle zone alpine europee. Si salvarono solo alcuni capi stanziati nelle alte valli del G. Paradiso. Ma anche questi ultimi animali sarebbero stati annientati se, nel 1821, non fossero entrate in vigore le "regie Patenti" che proibivano la caccia degli stambecchi nei domini reali del G. Paradiso.
Un censimento del Dellapierre dava esistenti in quell'anno, nelle valli del Gran Paradiso, circa un centinaio di stambecchi; il provvedimento giunse dunque appena in tempo.
img133Lago del Lauson m. 2593
Dopo la prima guerra mondiale, il bracconaggio e le illegali sottrazioni dei piccoli stambecchi, effettuate per ripopolare altre zone alpine, ridussero il numero dei capi a circa un migliaio. In questi ultimi anni si è tornati ai valori precedenti la prima guerra mondiale. Oggi, nel Parco, vivono circa 3000 capi di questi straordinari e maestosi animali dalle lunghe corna. Dallo stambecco, la protezione fu, successivamente, estesa anche agli altri animali, alla flora e ai minerali.
La estesa rete delle strade di caccia, le mulattiere e le varie postazioni dei guardaparco, danno la possibilità ai turisti di scegliere numerosi itinerari naturalistici nella cornice incomparabile dei ghiacciai del Gran Paradiso che, con i suoi 4061 metri di altezza, è la montagna pìù alta del gruppo. Dopo lo stambecco, re delle Alpi, l'animale più ammirato è il camoscio. Agilissimo ed elegante, vive anch'esso in branchi a quote poco elevate. In questi ultimi anni stanno ricomparendo alcuni animali predatori e gli uccelli rapaci un tempo giudicati, ingiustamente, nocivi e perciò perseguitati e uccisi. Tra questi la volpe, la faina, l'aquila, il gheppio, la poiana. Non si è giunti in tempo a salvare l'avvoltoio degli agnelli che, tra gli uccelli, era il più maestoso.
img133CamosciGli animali più numerosi sono i piccoli mammiferi i quali, protetti dall'equilibrio naturale, hanno trovato nel Parco l'ambiente più idoneo al loro ciclo vitale. Marmotte, scoiattoli, lepri bianche, donnole, ermellini e tassi sono i più rintracciabili nel corso delle passeggiate sugli alti sentieri del Parco.
Svariatissime le famiglie degli uccelli che nidificano. Oltre ai già citati rapaci, vi sono i gallinacei (pernici, fagiani, coturnici), i notturni (gufo, allocco), i picchi (picchio rosso e picchio verde) e i passeracei tra i quali il corvo imperiale, signore degli appicchi rocciosi. Il gruppo del Gran Paradiso, è una zona che presenta tutte le condizioni ambientali e climatiche che si ritrovano sparse sull'arco alpino. Questa particolarità, fa sì che la flora si presenti in una vastissima gamma di adattamenti e selezioni spontanee.
img136AquilottoTutte le specie alpine di fiori sono rappresentate: dalla rarissima"Aethionema Thomasianum" (piccola pianta dai fiorellini rosa che si trova esclusivamente nel bacino di Cogne e in Africa), ai comuni astragali, rododendri, campanule, soldanelle e tutte le altre infiorescenze caratteristiche delle montagne. Tra gli alberi di alto fusto primeggiano le conifere (abete rosso, larice cembro); né mancano, anche alle alte quote, le betulle che, consociate con i rossi epilobi, creano deliziosi contrasti cromatici. Nella Valnontey, proprio nel cuore del Parco, si trova il giardino alpino "Paradisia". E' stato istituito nel 1956, per studiare lo sviluppo, l'adattamento e le varie possibilità di coltivazioni delle piante ed erbe alpine.
In poco più di un ettaro di terreno, sono coltivate e studiate tutte le specie conosciute della flora alpina.
img136Crocus (zafferano selvatico)
Dal 1965 "Paradisia", è stata trasformata in Stazione Biologica Montana, sede di conferenze e seminari di studio.
Il P.N.G.P. bisogna visitarlo: camminare lungo i sentieri e le mulattiere; salire sulle cime delle vette; ammirare l'incedere solenne degli stambecchi e gli agili balzi dei camosci; scoprire, all'improvviso, uscendo da un fitto bosco, le maestose colate glaciali e i pilastri rocciosi che si contendono il cielo, per capire quanto la natura alpina sia bella e quanto sia indispensabile, per la stessa sopravvivenza dell'uomo, la sua salvaguardia.
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Stelle alpine (Edelweiss)

Per informazioni su come arrivare e dove mangiare e dormire :http://www.pngp.it/http://www.parks.it/parco.nazionale.gran.paradiso/http://www.lovevda.it/turismo/scopri/patrimonio_naturale/parco_gran_paradiso_i.asp
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