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Parigi vs Palermo

Creato il 21 maggio 2013 da Italianiaparigi

Dopo quasi un decennio trascorso a Parigi è arrivato il momento di paragonare la capitale francese che mi ha adottato a Palermo, la mia città natale.

E’ giunta l’ora del confronto.

1) Tour Eiffel vs Quattro Canti

Tour Eiffel vs Quattro Canti

Tour Eiffel vs Quattro Canti

Sono milioni i turisti che ogni anno arrivano a Parigi per visitare la Dame de Fer, questo colosso di ferro alto 324 metri che inizialmente non piacque ai parigini.
Oggi simbolo della città, la Tour Eiffel fu realizzata da Gustave Eiffel in occasione dell’esposizione universale del 1899.
La torre, che doveva essere un’opera provvisoria da smontare dopo l’esposizione, domina Parigi e l’illumina di notte con le sue magiche scintille.

La Tour Eiffel sarà pure maestosa e imponente ma non possiede il fascino dei quattro canti.
Centro nevralgico del traffico palermitano, punto d’incontro tra i principali assi stradali della città (corso Vittorio Emanuele e via Maqueda), i Quattro Canti sono costituiti da una piazzetta ottagonale ricca di simboli e allegorie che rappresentano una sorta di ascesa dal mondo terreno a quello del cielo.
Le decorazioni situate al livello più basso si riferiscono ai fiumi di Palermo, salendo si incontrano le allegorie che raffigurano le quattro stagioni, più in alto le statue di Carlo V, Filippo II, III e IV e, infine, le quattro Sante palermitane.
La bellezza di quest’angolo non risiede solamente nella ricchezza simbolica ma soprattutto nella sua vitalità.
Racchiusi in un piccolo fazzoletto urbano si ritrovano i tratti salienti di una città in continuo fermento: carrozze trainate da cavalli sostano agli angoli della strada in attesa di clienti, turisti accaldati consultano le mappe prima di continuare la visita della città, l’incessante traffico scorre imperterrito come un fiume in piena sotto gli occhi impassibili delle statue nude di Piazza Pretoria, studenti universitari passeggiano con i libri sotto i braccio e i bambini si divertono dando calci a un pallone.

2) Baguette vs Muffuletta

Baguette vs Muffuletta

Baguette vs Muffuletta

In Francia la panificazione è un vero e proprio culto e la baguette viene venerata come un totem indiano.
I francesi accettano di fare file interminabili alle boulangerie pur di uscire vittoriosi con una baguette calda e croccante tra le mani.
Il pane rappresenta per i cugini galli un orgoglio nazionale paragonabile alla Tour Eiffel o all’Arco di Trionfo.
Pane dall’emblematica forma allungata, crosta croccante e dorata, mollica soffice e bianca, la fragrante baguette, squisita se mangiata appena sfornata, diventa irresistibile se abbinata a salumi e formaggi.
La baguette esiste anche nella variante tradition, altrettanto gustosa e saporita, realizzata con una farina di grano selezionato e senza additivi.
Con la nutella è semplicemente irresistibile.

E poi ce lei, la muffuletta. Dall’inconfondibile forma piatta e dalla mollica generosa, da mangiare con salumi e formaggi o semplicemente cull’ogghiu ovvero con un filo d’olio, caciocavallo, un paio di sarde salate, sale e origano.
Morbidissima e profumata, ricoperta di croccante sesamo, la muffuletta è una prelibatezza a cui nessun palermitano sa resistere.

3) Autolib’ vs Lapino

Autolib’ vs Lapino

Autolib’ vs Lapino

L’autolib’ è il mezzo di locomozione alla moda a Parigi.
Si tratta di un servizio di locazione di automobili elettriche finalizzato a facilitare gli spostamenti degli abitanti della capitale e a diminuire il tasso d’inquinamento della città. A Parigi si trovano tantissime stazioni e il principio del servizio è semplice: é possibile prelevare un veicolo in una stazione e lasciarlo in un’altra.
Le auto, di colore grigio, sono state disegnate dall’italiano Pininfarina e si caricano nell’arco di 8 ore.
Comode e pratiche, le piccole vetture elettriche conducono i parigini da un punto all’altro della ville lumière.

Vuoi mettere la comodità dell’Autolib’ con l’ebrezza di un giro in lapino? Sfrecciando in mezzo al traffico alla guida del suo tre ruote, il palermitano sfida le leggi della fisica azzardando sorpassi impossibili mentre un passeggero, seduto dietro a casciuni si gode il vento tra i capelli.
Vittima del suo successo il lapino viene adesso utilizzato per effettuare giri panoramici e per condurre i turisti di tutto il mondo in giro per Palermo.

4) Escargots vs Arancina

Escargots vs Arancina

Escargots vs Arancina

I cliché legati alla cucina francese vedono il popolo transalpino ingurgitare voracemente polpose cosce di rana e…. lumache in tutte le salse.
I discendenti dei galli sono effettivamente dei grandi consumatori di questo viscido alimento; in Francia, la lumaca viene venerata come un piatto prelibato e la sua consumazione fa parte della haute cuisine francese.
Se viene colto da fame improvvisa, il parigino si siede nella prima brasserie e ordina un vassoio di escargots con salsa  bourguignonne.

Quando il palermitano ha un piccolo vuoto allo stomaco, si reca nel primo bar sottomano e ingurgita un paio di arancine alla carne e una al prosciutto per tenere fino a sera.
Se, invece, si trova in prossimità del Bar Touring una sola arancina “bomba” sarà sufficiente a placare la sua fame.

5) Macaron vs Cannolo

Macaron vs Cannolo

Macaron vs Cannolo

Uno dei dolci preferiti dai parigini sono i macarons.
Si tratta di un dolcino di forma rotonda, croccante all’esterno e fondente all’interno: un vero e proprio orgasmo per le papille gustative.
I gusti sono quantomai diversi e vanno dai piú classici ai piú bizzarri: cioccolato, pistacchio, limone, arancia, rosa, mango, vaniglia, caffé, caramello, violetta, mora, cocco….
Il parigino DOC che vuole concedersi una pausa golosa entra da Ladurée, rinomata pasticceria della capitale, e ingurgita una mezza dozzina di macarons colorati accompagnati da un thé al gelsomino.

Il palermitano DOC, se ha voglia di mangiare un buon dolce, si precipita nella pasticceria più vicina e si getta su un buon cannolo.
Gustando la scorza croccante e apprezzando il felice connubio tra ricotta, zucchero, cioccolato e canditi, l’abitante del capoluogo siciliano si allontana dalla pasticceria ringraziando il cielo di averlo fatto nascere in Sicilia.

6) Basco vs Coppola

Basco vs Coppola

Basco vs Coppola

Il berretto basco è molto in voga a Parigi e non può mancare sulla testa del vero parigino.

Emblema indiscusso della sicilianità, la coppola ha il suo posto d’onore in casa di ogni palermitano.
Superando i cliché cinematografici, la coppola è diventata oggi un capo d’abbigliamento alla moda.

7) Crêpe o Pane con milza

Crêpe o Pane con milza

Crêpe o Pane con milza

Voglia di uno spuntino?
Il parigino si ferma in una delle tante crêperie di strada e ordina una crêpe, dolce o salata, e la addenta mentre continua il suo cammino.

Il palermitano si ferma al volo dal meusaro di fiducia e assapora uno squisito panino rotondo traboccante di meusa. Schiettu (semplice) o maritatu (con l’aggiunta di caciocavallo o ricotta), il panino con la milza rappresenta il momento di gloria della giornata del palermitano che allontana i guai e i cattivi pensieri.
Il palermitano verace sceglie con cura il suo meusaro optando ora per quello storico della focacceria San Francesco ora per quello folkloristico di corso Olivuzza ovvero Nino U ballerino che effettua una vera e propria danza rituale nel preparare il panino.

8) Champagne vs Zibibbo

Champagne vs Zibibbo

Champagne vs Zibibbo

Le serate della ville lumière vengono allietate da sottili bollicine di Champagne che si depositano dolcemente sulle papille gustative del parigino alternandosi a tartine al foie gras.

Il palermitano si riunisce a casa con gli amici per una bella serata all’insegna del divertimento, della buona cucina siciliana e del delizioso sapore di un ottimo Zibibbo.

9) Bateau mouche vs ‘Gnuri

Bateau mouche vs ‘Gnuri

Bateau mouche vs ‘Gnuri

Il turista che vuole spostarsi da un punto all’altro di Parigi, approfittando al tempo stesso del fascino della città, sale a bordo di uno dei tanti bateau-mouche che solcano quotidianamente le acque della Senna.
Stando comodamente seduti sul battello, il passeggero ammira suggestive immagini di ponti, piazze e monumenti.

Il turista che vuole visitare Palermo in modo originale opta solitamente per uno dei tanti ‘gnuri (conduttori di carrozze), che attraversano le principali vie della città.
Seduti sul calesse, i visitatori godono di un panorama unico sul paesaggio urbano e vengono investiti da fragranze delicate che profumano di gelsomino e limoni.
Tante simpatiche carrozze partono ogni giorno da Piazza Massimo o dai Quattro Canti per far conoscere ai turisti le bellezze del capoluogo siciliano.

10) Paris-plage vs Mondello

Paris Plage vs Mondello

Paris Plage vs Mondello

Parigi, come è noto, non dispone di una spiaggia e non è baciata da nessun mare.
Per sopperire a questa mancanza l’amministrazione comunale ha ideato Paris-Plage, una manifestazione estiva allestita dalla municipalità di Parigi dal 2002.
Ogni anno, nel periodo compreso tra luglio e agosto, per circa 4-5 settimane, su un’estensione di circa 3 km, le banchine della Senna (rive droite) e la Piazza dell’ Hôtel de Ville, ospitano attività sportive e ludiche, trasformandosi magicamente in spiagge di sabbia ed erba, con tanto di palme che costeggiano il percorso del fiume.
Un turista, non al corrente della manifestazione, potrebbe pensare a un vero e proprio miraggio vedendo il lungo-Senna sottoforma di stabilimento balneare.

A Palermo, invece, le spiagge “vere” non mancano. Quella più vicina è Mondello, dove ogni fine settimana i palermitani vanno ad abbronzarsi e rilassarsi, ma sono tantissime le spiagge limitrofe degne di nota: Capaci, Isola delle Femmine, Cinisi, Terrasini, Castellammare del Golfo, San Vito lo Capo (allontanandosi un pò) e tante latre ancora. Spiagge incantevoli, di sabbia fina, accarezzate dal mare e baciate dal sole.

11) Fisarmonica vs Tamburello

Fisarmonica vs Tamburello

Fisarmonica vs Tamburello

Vi mette maggiormente di buon umore il suono nostalgico di una fisarmonica o l’allegro vibrare di un tamburello siciliano?

12) Oh la la! vs Min..a!

Oh la la! vs Min..a!

Oh la la! vs Min..a!

Il parigino usa spesso l’esclamazione Oh la la! per indicare il suo stupore, straniamento e/o sorpresa.

Il palermitano, invece, adopera un’espressione più colorita, costituita da un’unica (ma efficace) parola per esprimere gran parte delle sue sensazioni: Minkia!
Si tratta di un’espressione usata quasi come un intercalare verbale che viene a colorare la maggior parte dei discorsi del palermitano per dare maggior enfasi e ratificare con forza le sue emozioni.

Finito lo scontro fotografico Parigi-Palermo, ho scelto la mia città preferita. Inizia con Pa…



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