
Immagini
di donna
s’intersecano
ma nuda è
la verità
come lo è
la quercia
abbarbicata
al suo macigno.
Luce
che illumini.
Ombra
che imbrunisci.
Acqua
che disseti..
Fuoco
che accendi.
Ambiguità
di un sogno.
Amplesso
scontroso
nella nubile
notte d’ anni fa.
Marianna Micheluzzi
Il dipinto che completa il testo, titolo provvisorio "Specchi", è dell'artista Antonio Palumbo
NOTA
Tutte le figure di donna realizzate dall'artista molese (Mola di Bari) Antonio Palumbo sono, senza ombra di dubbio, spiccatamente l'elogio della sensualità al femminile e, più propriamente, della carnalità tout court.
Una carnalità, io azzarderei alla Lucien Freud,che è la medesima "cifra", che ritroviamo poi con eguale dinamismo plastico anche nelle figure maschili.
E persino in un Cristo crocifisso, realizzato qualche tempo fa, che ha sembianze e scatto di un uomo qualunque, che si ribella al dolore e prova quasi a staccarsi con stizza dalla "sua" croce.
Un elogio in breve, attraverso l'arte pittorica e la ricerca di sempre forme e materiali nuovi, al realismo e alla vitalità dell'essere al mondo, nel mondo e per il mondo, senza indulgenze metafisiche, con tutto il bagaglio di emozioni, pulsioni, lirismo,creatività, drammaticità, che l'esperienza degli umani in sé comporta. (m.m.)
