Sabato, nell’anniversario della sua morte, il municipio di Assaré renderà il dovuto omaggio al suo illustre figlio, che ha fatto conoscere il nome del municipio nel Brasile e in tutto il Mondo.
I festeggiamenti inizieranno all’alba con la banda Manoel de Benta, incontri di poeti e fisarmonicisti, “sarau” "Cante Lá, Que Eu Canto Cá" e altri. La rado locale avrà una programmazione particolarmente incentrata all’evento, e non mancherà la messa di rito, e una sfilata carnevalesca dove sarà ricordato il grande poeta.
Nella citta, anche dopo 11 anni dalla sua morte, si incontrano persone che hanno una storia da raccontare sopra il poeta. Altri non ti mollano se prima non ti recitano almeno un versetto di una delle sue poesie, spesso inedito.
Nella Serra de Santana, dove nacque e dove passò la maggior parte della sua vita viene ricordato come "Senhorzinho", e descritto come lavoratore, buon padre di famiglia, che mantenne vangando la terra.
La figlia Inês, che trascrisse sulla carta la maggior parte dei suoi poemi, ha una vera venerazione per il padre che lasciò alla famiglia il più grande patrimonio che un erede può ricevere: l’onestà, la coerenza, l’umiltà e la voglia di fare. “Anche con queste qualità mio padre non abbassava la testa davanti ai potenti” dice Inês.
Per il rettore dell’Universidade Regional do Cariri (URCA), Plácido Cidade Nuvens, che tolse Patativa dall’anonimato quando gli pubblicò il libro "Cante Lá que Eu Canto Cá", egli, oltre ad essere stata la maggior espressione della cultura popolare, fu anche un poeta classico, erudito che si colloca nella galleria dei maggiori poeti del Brasile.