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PAVIA. Le prospettive delle politiche e delle relazioni sindacali, al centro del convegno UIL: ospite Barbagallo.

Creato il 19 novembre 2015 da Agipapress
PAVIA. Le prospettive delle politiche e delle relazioni sindacali, al centro del convegno UIL: ospite Barbagallo. PAVIA. Possono sindacati, enti locali e imprese cooperare per il rilancio del mercato del lavoro? Questo il tema della tavola rotonda dal titolo "Politiche e relazioni sindacali: quali prospettive?", svoltasi questa mattina al collegio Santa Caterina a Pavia.  Il convegno ha visto la presenza di Carmelo Barbagallo segretario nazionale UIL, di Paolo Pirani, segretario generale UilTec, di Francesco Caracciolo direttore di Confindustria Pavia e di Laura Canale, assessore del Comune di Pavia; l’incontro è stato moderato dal direttore di agipapress.it Miriam Agili. PAVIA. Le prospettive delle politiche e delle relazioni sindacali, al centro del convegno UIL: ospite Barbagallo.Dopo l’introduzione a cura del segretario provinciale UIL Pavia Carlo Barbieri che ha posto in luce i punti caldi del dibattito ovvero il moderno sistema di politiche e relazioni industriali, il tema della tutela del lavoro e della necessità di rinnovo dei contratti non solo per equità sociale ma anche per restituire potere d’acquisto ai lavoratori e consentire la vera ripresa del mercato, al segretario  Barbagallo è spettato il compito di chiarire la posizione della Uil rispetto al contesto socioeconomico attuale. "Occorrono investimenti pubblici e privati - ha sottolineato il segretario provinciale Uil Carlo Barbieri - manca un progetto significativo per le infrastrutture e i materiali, nonché interventi mirati per i giovani. Non possono essere più rinviati i rinnovi dei contratti se vogliamo che si verifichi quella ripresa del mercato interno che tutti auspicano. Negli ultimi anni la nostra provincia ha visto aumentare il divario con le altre province lombarde". 
PAVIA. Le prospettive delle politiche e delle relazioni sindacali, al centro del convegno UIL: ospite Barbagallo."Ai lavoratori vengono costantemente richiesti sacrifici - ha affermato il segretario generale della UIL Carmelo Barbagallo -. Ne abbiamo fatti per entrare in Europa, non ne vorremmo fare per uscirne. Prima delle proteste facciamo le proposte. Venire percepiti come troppo vicini alla politica non ci ha fatto bene. Il nostro compito è tutelare i diritti dei lavoratori. Per ricordarlo, dobbiamo tornare a parlare con la gente. Per guardare al futuro dobbiamo riproporre la formula del passato: stare vicino ai giovani, agli anziani e ai lavoratori". L'analisi di Barbagallo ha anche sottolineato come in Italia le nascite siano sempre più in calo, per una media di, 1,48 figli a coppia. "Se non si creano condizioni di flessibilità in uscita per gli anziani, i giovani non possono avere certezze lavorative e creare famiglie - ha aggiunto -. Le nostre imprese che lavorano per il mercato estero funzionano benissimo: i nostri impiegati sono pagati meglio e sono più tutelati. Gli investimenti in Italia non si fanno a causa delle falle del nostro Diritto: abbiamo 153mila leggi, siamo i primi in Europa per numero di leggi mentre al secondo posto c’è la Spagna con 39mila leggi".
A sbloccare la questione potrebbero essere le politiche e le relazioni industriali. 
PAVIA. Le prospettive delle politiche e delle relazioni sindacali, al centro del convegno UIL: ospite Barbagallo. "Il nostro Paese si è rivelato impreparato di fronte ai cambiamenti e sta subendo conseguenze pesanti - ha riconosciuto il direttore di Confindustria Pavia Francesco Caracciolo -. Il peso del nostro debito pubblico, ovviamente, ha inciso, non traducendosi in investimenti che hanno aumentato la nostra capacità produttiva. Prova ne è lo stato disastroso delle nostre strade. Non riusciamo a costruirne di nuove ma neanche a garantire la manutenzione di quelle esistenti. Abbiamo un -30% di produzione industriale pari ad ¼ della capacità produttiva del Paese persa; e questo è un cataclisma non una crisi. Il dibattito sulla ripresa è per certi aspetti ridicolo: se è vero che nei primi mesi dell'anno abbiamo registrato una crescita del 2%, rispetto al terreno perso questa crescita è perfino impercettibile. Il Ponte della Becca, il ponte più lungo d'Italia, è inibito al traffico merci e verrà probabilmente chiuso completamente al traffico entro 10 anni. È impensabile che questo Paese non sia in grado di programmare un'opera assolutamente indispensabile per la competitività del territorio”. E la strada da percorrere per uscire da tutto questo Caracciolo l’ha riassunta così: “L’investimento pubblico nelle opere è fondamentale ma è imprescindibile l’apporto del privato. Si deve passare da una politica difensiva ad una di attacco". 
PAVIA. Le prospettive delle politiche e delle relazioni sindacali, al centro del convegno UIL: ospite Barbagallo. Il Comune di Pavia, dal canto suo, sta mettendo in gioco tutte le risorse disponibili. "Pavia si sta muovendo per cercare di stimolare lo sviluppo territoriale - ha precisato l’assessore Laura Canale -. Le mie deleghe sono la cartina di tornasole della ripresa: casa e immigrazione. Non vedo nessuna ripresa, ma solo disperazione, anche da parte di quelle famiglie che fino a 10 anni fa si potevano permettere una vacanza in Sardegna. Senza un incremento della produttività, non si può garantire benessere ai lavoratori. Il lavoro del sindacato per quanto concerne il welfare aziendale richiede un aggiornamento, per non creare spaccatura fra chi ne è all'interno e le realtà di precari, atipici, partite Iva. La contrattazione aziendale è la chiave per il futuro".  Ed ha portato l’esempio della Luxottica come elemento di confronto e verifica di buone prassi aziendali dove, grazie ad uno stretto rapporto con i sindacati si è usciti da un’ottica di gestione aziendale di tipo paternalistico, registrando miglioramenti importanti quali il calo dell’assenteismo e della produzione di scarti. Nonostante le molteplici complessità nel firmare un accordo, Uiltec ha concluso un importante contratto in ambito chimico di recente. PAVIA. Le prospettive delle politiche e delle relazioni sindacali, al centro del convegno UIL: ospite Barbagallo. A spiegarlo è stato il segretario generale UILTEC Paolo Pirani. "Buona parte dello scontro con Confindustria si è giocato sulla contrattazione e sul mercato del lavoro, in cui furono introdotti concetti che hanno complicato le relazioni sindacali - ha commentato Pirani -. La Uil presentò un modello di riforma contrattuale che Confindustria mise nel cassetto, salvo riscoprirlo quando costretta a dare risposte. La dinamica salariale di questi anni non ha visto alcun aumento delle retribuzioni dei lavoratori ma una diminuzione progressiva del potere d'acquisto e dell'indice di produttività delle nostre imprese. L'equazione salario/produttività, presentata quasi come un assioma, non corrisponde a verità. La proposta di politica salariale di Confindustria trasforma il salario in una variabile dipendente di profitto. Affermare che non esista più il minimo salariale e ammiccare all'idea di un salario minimo orario che sostituirebbe il contratto nazionale per noi non è accettabile. Confindustria ha tentato di tagliare la massa salariale con la complicità del governo, ma la manovra non è riuscita".
"Fare propaganda senza dire le cose come stanno non è presupposto per sedere ad alcun tavolo - ha replicato Caracciolo -. Quanto affermato da Pirani non corrisponde alle nostre proposte. Nessuno ha mai affermato che il salario debba dipendere dal profitto ma che debba essere legato alla produttività. Negli ultimi anni si è creato un divario estremamente preoccupante che non può proseguire. Non c'è dubbio che vi siano responsabilità da parte delle imprese. C'è poco da sorprendersi se gli investimenti sono stati inferiori al necessario. Abbiamo infiniti esempi di progetti di investimento franati a causa dell'assenza di aree idonee. È vero invece che servono idee nuove ma questo Paese deve consentirne la realizzazione".
PAVIA. Le prospettive delle politiche e delle relazioni sindacali, al centro del convegno UIL: ospite Barbagallo. "Il neoliberismo sta portando i ricchi a diventare sempre più ricchi e i poveri a diventare sempre più poveri - ha riassunto Barbagallo al termine del convegno -. La responsabilità del debito pubblico è dei sindacati, dei lavoratori e dei pensionati, si sente dire in giro. Nessuno però ricorda che in questo Paese si registrano 60 milioni di evasione fiscale all'anno. Allora c’è bisogno di maggiore coerenza Quindi i punti su cui dobbiamo riflettere e lottare sono la semplificazione legislativa e il rifiuto della corruzione: Se la sente Confindustria di fare con noi questa battaglia? Noi sindacato, siamo disponibili”.
di Serena Baronchelli

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