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Pensierini, dal verde inglese

Creato il 28 dicembre 2014 da Dfalcicchio

Scrivo da Chichester, in una zona dove la campagna inglese dà un senso di pace, senza paragoni. Girare Londra in questi giorni mette, invece, un’insolita frenesia. Luminarie ovunque, negozi strapieni di persone che fanno acquisti, musica in ogni angolo, anche grazie ai tanti musicisti che suonano in strada e sono molto abili e coinvolgenti. Non fa neppur troppo freddo, siamo intorno ai 4 gradi e c’è pure un po’ di sole. Sembra che qui le cose vadano molto meglio, dopo un periodo di crisi che si è sentita in tutta Europa. Rispetto all’Italia va benissimo, in realtà. L’economia è ripartita, e la disoccupazione è intorno al 6%, meno della metà rispetto all’Italia che viaggia intorno al 14%. I salari non sono aumentati, ma la gente lavora e si adatta a tutti i lavori, si dà da fare, non si lamenta. Viene da chiedersi come mai la situazione in Italia sia, invece, ancora così depressa. Eppure, qui politicamente non sono in gran salute. Al governo c’è Cameron, una specie di Renzi più concreto e meno parolaio. Poi hanno un partito in grande crescita l’Ukip, un incrocio tra Lega e 5 stelle, con un leader Nigel Farage che, in qualche modo, assomiglia un po’ a Salvini e Grillo, è solo più esperto e preparato politicamente. Eppure, qui le cose si stanno risolvendo, mentre in Italia, le novità sono mafia capitale, ruberie e politici ladri. Come mai? Proviamo a dare una timida risposta. Qui non c’è la burocrazia italiana, non c’è il nepotismo italiano, non c’è la criminalità organizzata italiana, non c’è la corruzione italiana, non ci sono le tasse italiane. C’è invece attaccamento al Paese e si dà grande valore e rispetto alla meritocrazia e alle idee. Chi sbaglia, i politici soprattutto, vengono buttati nel litter, nel cesso per tradurre liberamente in Italiano. Insomma, qui sono un po’ differenti e così lo sono anche i risultati.

A presto. See you soon. A la prochaine

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