People meet in Architecture

Creato il 01 novembre 2010 da Lollo



















Non sono mai stato alla Biennale di Venezia, mi sono perso in tutti questi anni un'esposizione così sorprendente e se vogliamo anche visionaria. "People meet in architecture" è titolo di questa edizione in cui ogni sabato vengono esposti argomenti e dibattiti con i precedenti curatori della Biennale. E io ho incontrato, conosciuto, amato e scoperto l'architettura. Ne sono sempre rimasto affascinato, la guardavo con ammirazione, ma sono sempre stato dell'idea che le opere monumentali degli antichi romani, dei maestri del Rinascimento non sono minimamente paragonabili a quelle brutture che siamo riusciti a creare noi uomini "moderni". Pur avendo delle tecnologie avanzatissime. Bramante usava ponteggi e archi in calcestruzzo, noi cemento armato, acciaio, vetro.
Aaron Betsky, definito un "archistar" ha detto che la maggior parte delle critiche che si muovono verso questi architetti dall'ingegno quasi futiristico è quello di essere "visionari".
Non è del tutto falso, certi progetti visti nei vari padiglioni dei giardini, certi maquette, sono davvero visionari. Sono profondamente all'avanguardia. Ma non bisogna essere visionari per captare le necessità di questo pazzo mondo e per partorire qualcosa che non sia stato già creato dall'uomo? Non era un visionario Michelangelo mentre affrescava la Cappella Sistina? O Boulèe nel fantasticare sul Cenotafio di Newton mai realizzato? Le arti hanno bisogno di visioni, di creatività senza limiti, al massimo rimarrano progetti cartacei senza nessuna valenza concreta. Ogni singolo paese del mondo ha espresso il suo personale, critico concetto di architettura, chi ha investito sul 3d come gli Australiani ricreando un ambiente buio e fluorescente, chi con un riflesso dell'umanità attraverso pareti di specchi come i Tedeschi, chi sul minimalismo di ambienti interni come i Coreani e Giapponesi. Mi ha entusiasmato il padiglione della Russia con il suo paesaggio su parete circolare e il pavimento di specchi a imitare la limpidezza dell'acqua, oppure quello della Repubblica Ceca con un ambiente interamente di legno dalle forme squadrate e moderne.
Non so scegliere il mio preferito, a tutto dicevo "Che bello, che meraviglia" e sui guest book scrivevo in continuazione "Stupefacente" perchè è davvero l'unico aggettivo valido che sono riuscito a proferire. Facessi parte della giuria sarei in grave difficoltà, sicuramente non ho le giuste conoscenze della materia ma so distinguere una cosa bella da una cosa oggettivamente brutta e artefatta.
E' stata un'esperienza didattica e costruttiva, se poi tutto questo "illusionismo moderno" ha come contorno la laguna di Venezia e il fascino dell'Arsenale potete comprendere il mio entusiasmo.

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