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Per un abbraccio e una mano tra i capelli

Creato il 05 maggio 2010 da Lacapa

Alcune cose quando le guardi ti fanno pensare che il mondo è bello.
Non è che devi essere un tipo sentimentale per rendertene conto, è che sono lampanti. Ti si parano davanti e non le puoi ignorare, nemmeno volendo.
Dagli Innamorati, ad esempio, non si poteva togliergli gli occhi di dosso.
Fiumicino taceva. Chi aspettava un aereo notturno, oppure all'alba, sonnecchiava sui sedili del piano di sopra, quello dove si fa shopping, si mangia e si comprano i giornali. Solo che era tutto chiuso, non si poteva fare shopping e non si potevano comprare i giornali. Mangiare, questo sì: una pizza fredda che chissà da quanto stava in attesa. La Luisona del salato, insomma.
Due extracomunitari dormivano seduti, finché cinque carabinieri non si sono avvicinati, svegliandoli.
«Dove andate?», hanno chiesto bruschi.
«A Palermo», hanno risposto con un filo di voce.
«Documenti».
«Ecco».
Erano l'immagine della rassegnazione, i due uomini di colore. Sapevano che sarebbero stati fermati, sapevano che sarebbero stati gli unici ad essere controllati, sapevano che i carabinieri avrebbero tenuto per mezz'ora i loro passaporti, e le carte d'identità. Telefonando, verificando bene bene.
C'erano due studenti che dormivano per terra, davanti a loro. Erano sporchi, stanchi e sdraiati sul marmo freddo. Avrebbero potuto chiederli anche a quei due, i documenti. Ma non l'hanno fatto.
Dopo la coppia di extracomunitari, i carabinieri hanno fatto un giro svogliato e poi sono andati via. I due uomini si sono riaddormentati.
Tra quelle poltroncine scomode di Fiumicino c'erano tanti occhi chiusi.
E poi c'erano i suoi.
Lui era un uomo di mezza età, un po' in carne, con un maglioncino marrone. Aveva un braccio attorno alla vita di una donna di poco più giovane, capelli scuri, giubotto arancione. Lei dormiva, accoccolata sulle sue spalle, coi piedi stesi sulla valigia là davanti.
Lui con una mano la cingeva, con l'altra le accarezzava i capelli, lentamente, ritmicamente, e la guardava. La guardava con uno sguardo maturo e consapevole, con la coscienza che quella donna era la sua, che lui l'amava e l'amava tanto. La cingeva e la accarezzava, guardandola e sorridendo.
Lei ogni tanto si muoveva, e lui abbassava la testa, socchiudeva gli occhi, le annusava i capelli e poi ricominciava ad accarezzarla con placidità.
Quando lei s'è risvegliata, per un attimo, gli ha sorriso e s'è stretta ancora un po', sempre più vicina, ad assorbire il suo odore ed il suo calore.
In un'occhiata, gli Innamorati l'hanno gridato: «Sì, siamo gli Innamorati. Proprio noi, quelli che esistono soltanto nei film, quelli che nessuno crede più d'incontrare. Non siamo una coppietta di sposini, anzi. Però mica le cose sono cambiate, mica abbiamo smesso di amarci. Ci abbracciamo di notte, in aeroporto. Ci guardiamo e, ogni volta, ci ricordiamo quello che siamo. Ed è meraviglioso».
Lui non s'è concesso un momento di riposo, non s'è distratto nemmeno per un istante. E lei come gli stava vicina! Con quanta tenerezza faceva aderire il suo corpo a quello di lui, nel gelo di un'attesa notturna!
Alcune cose quando le guardi ti fanno pensare che il mondo è bello.
Il gesto di quella mano tra quei capelli, quella delicatezza e quella tenerezza. Quel gesto soltanto, unito a quella fugace occhiata e a quei sorrisi.
Gli Innamorati non lo sanno e, forse, non lo sapranno mai, però hanno reso bello il mondo di Fiumicino e l'hanno fatto senza volerlo, senza farlo apposta.
Lui non l'ha pensato, ne sono certa, che abbracciarla in quel modo fosse tanto emozionante da guardare. Lui non aveva idea che qualcuno stava osservando le sue dita scorrere lungo la fronte di lei, non poteva immaginare di essere il soggetto di un'analisi così attenta e dettagliata, né era sarebbe stato capace di sospettare che quel suo amore riempiva di una sensazione strana un'altra persona, da quelle parti.
Una sensazione che somigliava straordinariamente all'invidia.
Invidia per un braccio attorno alla vita e per una mano che scivola dalle tempie alla nuca. Per la naturalezza, la familiarità, l'empatia, la sincerità di una delle cose più belle che lui potesse fare.
In fondo, stava solo cingendola ed accarezzandola. E tutta questa semplicità qualcuno la trovava disarmante.
Tremendamente romantica, e disarmante.


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