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Perchè Inferno di Dan Brown è un libro interessante

Creato il 04 giugno 2013 da Sommobuta @sommobuta
Perchè Inferno di Dan Brown è un libro interessante Robert Langdon, il professore di storia dell’arte esperto in simbologia protagonista di Angeli e Demoni, Il codice Da Vinci e Il simbolo perduto, si ritrova di nuovo in un mare di guai.
- A parte il fatto che questo c’ha una sfiga enorme a trovarsi sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato, ma vabbè… -
Si risveglia in un ospedale a Firenze, con un’amnesia temporanea, senza sapere il perché si trovi in Italia. Inoltre è perseguitato da sogni e visioni terrificanti che ricordano molto l’Inferno dantesco. Su tutti è ricorrente quello di una donna di mezza età, in piedi sulla sponda di un fiume di sangue, attorniata da cadaveri sepolti nella terra a testa in giù, che gli chiede di cercare e trovare qualcosa.
Ma cosa?
Inizia la “solita” caccia al tesoro di Langdon, coadiuvato dalla “solita gnocca” di turno, che porterà il professore a cercare di evitare la “solita” catastrofe nel giro delle “solite” 24 ore.
Quando si parla di best-seller di autori più o meno famosi parte il coro lamentoso di quelli che “No, grazie, Dan Brown mi fa schifo”; “No, grazie, i best-seller non li reggo, troppo mainstream”; “No, grazie, troppo commerciale. Preferisco il mattone di scrittore polacco minimalista morto suicida giovanissimo”.
Una roba così, per esempio.

Copie vendute: Due
Chiariamoci: leggere Dan Brown è come leggere un fumettone. Parliamo di intrattenimento puro e spicciolo. Talmente “intrattenimento” che se siete lettori più o meno forti riuscirete a capire, intorno a pagina 15, qual è la minaccia che dovrà affrontare Robert Langdon questa volta…E addirittura a indovinare il finale (che nonostante tutto, non è affatto male).
Rispetto agli altri volumi di Dan Brown, Inferno è probabilmente un pelino sottotono. Gli enigmi sono facilmente sgamabili, la solita caccia al tesoro contro il tempo è davvero la solita caccia al tesoro contro il tempo. E fondamentalmente il libro è un po’ il “riciclo” di tutti gli altri.
Perchè Inferno di Dan Brown è un libro interessante
Tranquilli, scriverò sempre la "stessa" storia!
Eppure…Eppure potreste trovarci una serie di cose molto, molto interessanti. Non conoscendo l’eugenetica e le ricerche scientifiche al riguardo mi è impossibile parlare delle speculazioni di ingegneria genetica teorizzate all’interno del libro. Speculazioni che però sono oggettivamente molto, molto interessanti.
Il punto nodale del libro è la sovrappopolazione mondiale, e i rischi che l’umanità corre nell’immediato futuro se non si decide di correre ai ripari.
Bioetica, scienza e fantascienza si fondono, e non mancano gli interrogativi su problemi che interessano ognuno di noi (dire di più sarebbe come spoilerarvi tutto).
Perchè Inferno di Dan Brown è un libro interessante
Incremento della popolazione mondiale...
A ciò si aggiunge tutto il comparto storico-artistico che rappresenta un buon 70% dell’intero volume.
Inferno è ambientato a Firenze, Venezia e Istanbul.
Non mancano le componenti “action” (inseguimenti, sparatorie, plot twist – insomma, il marchio di fabbrica avventuresco di Dan Brown), ma sono preponderanti (e qualcuno fissato con certi “manuali” direbbe “ingombranti e fastidiosi”) i pipponi e gli infodump su palazzi, chiese, piazze, monumenti, statue, giardini, strade…
Insomma, i veri protagonisti di Inferno di Dan Brown sono le città, con tutto il loro patrimonio storico, artistico e culturale.
In qualsiasi anfratto Robert Langdon si vada a nascondere, in qualsiasi edificio trovi rifugio, in qualsiasi monumento egli si imbatta, trovandosi a Firenze, Venezia e Istanbul, Dan Brown apre la proverbiale “parentesi” e ci racconta vita, morte e miracoli di ciò che il protagonista del suo romanzo sta osservando.
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Eracle e re Diomede: quando si dice "Tenere qualcuno per le p..."
La parte ambientata a Firenze sembra davvero una gita turistica nella città d’arte “per eccellenza”. Stessa cosa per quanto riguarda le altre due città.
Palazzo Vecchio, Il Duomo, il corridoio di Vasari, la chiesa di Dante, Il Battistero, la grotta dei Buontalenti, la Sala dei Cinquecento e tutti gli artisti che hanno fatto la storia del Rinascimento italiano (da Vasari a Brunelleschi, passando per Michelangelo, Botticelli e i Medici) sono presenti. Così come sono presenti le bellezze e gli ori della Chiesa di San Marco a Venezia, o della Basilica di Santa Sofia a Istanbul.
Ed essendo il filo conduttore della storia Dante e il suo Inferno (il villain è fissato con la Divina Commedia), non mancano le curiosità, i rimandi e i riferimenti al sommo poeta, alla sua storia personale e, naturalmente, al suo più grande capolavoro.
Perchè Inferno di Dan Brown è un libro interessante
La mappa dell'Inferno di Botticelli
Forse per noi italiani – almeno, per chi certe cose le sa -, Inferno di Dante può rappresentare un libro superfluo. A me ha molto divertito (nonostante la facilità con cui abbia sgamato l’andazzo del plot), e ribadisco che l’ho apprezzato tantissimo le numerose divagazioni storiche, artistiche e letterarie.
Magari, chi non conosce alcune cose, può incuriosirsi leggendo di statue, opere d’arte e palazzi famosi. E dopo può cominciare a fare ricerche per proprio conto, convertendo il "divertimento spicciolo" derivato dalla lettura di un romanzo “mainstream” in vera e propria cultura.
Ecco perché Inferno di Dan Brown è un libro che, tutto sommato, potrebbe piacervi.
Ed ecco perché mi sento di consigliarvelo.
Poi, nel caso, mi farete sapere.
Perchè Inferno di Dan Brown è un libro interessante
La maschera mortuaria di Dante!
Ps: naturalmente tra qualche anno ci appiopperanno pure il film con Tom Hanks. In questi giorni stanno girando quello de "Il simbolo perduto"...

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