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Perché la testa fa la differenza

Da Certifiedmentalcoachitalia

Sarà capitato a tutti gli appassionati di sport di qualsiasi livello di sentire frasi come : “Sono forti ma non vincono … Ha un gran talento ma non lo sfrutta

Lo sanno tutti gli allenatori che per vincere i campionati non basta avere i migliori giocatori in spogliatoio  ecc., potremmo riempire pagine di esempi.

La domanda allora è: qual è la componente che stravolge e rende incerto quello che apparentemente dovrebbe essere ovvio (ho la squadra con i migliori giocatori quindi vinco)?

Sarà capitato a tutti gli appassionati di sport di qualsiasi livello di sentire frasi come : “Sono forti ma non vincono … Ha un gran talento ma non lo sfrutta

Lo sanno tutti gli allenatori che per vincere i campionati non basta avere i migliori giocatori in spogliatoio  ecc., potremmo riempire pagine di esempi.

La domanda allora è: qual è la componente che stravolge e rende incerto quello che apparentemente dovrebbe essere ovvio (ho la squadra con i migliori giocatori quindi vinco)?

Dietro queste considerazioni l’elemento che fa la differenza è la “testa”.
Che cosa significa?

A rendere labile la certezza che l’atleta più forte fisicamente, tatticamente e tecnicamente debba  per forza di cose vincere, sono le situazioni emotive che l’atleta, nelle discipline individuali e di squadra e a tutti i livelli e ad ogni età, è chiamato a governare e gestire per poter esprimere al massimo il suo potenziale. Solo controllando il lato emotivo della sua prestazione l’atleta può elevare la performance alla massima espressione delle proprie qualità atletiche e tecnico tattiche.

Ecco perché è di fondamentale importanza allenare anche la mente.

Le aree interessate dall’allenamento mentale sono diverse, cito ad esempio la gestione dell’ansia, il senso di self efficacy e self confidence, le capacità attentive, il Goal Setting; o ancora, alcune tecniche di come l’Imagery o visualizzazione e l’allenamento Ideomotorio.

Uno dei temi portanti della preparazione mentale è, poi, LA MOTIVAZIONE

Per motivazione si intende la spinta a fare, a mettere in atto comportamenti orientati ad uno scopo.

La motivazione si valuta attraverso direzione e intensità.

Per direzione si intende la meta verso cui dirigiamo l’azione. Cosa vogliamo, cosa ci stimola: vincere, giocare, divertirci, tenerci in forma ecc.

L’intensità si riferisce invece a quanto sforzo ed impegno mettiamo nell’intraprendere e portare avanti un determinato scopo, azione, comportamento, pensiero.

Solitamente direzione e sforzo sono strettamente legati: quando una cosa non ci piace e non abbiamo motivo per farla, è molto probabile che ci sforzeremo minimamente, mentre quando decidiamo che un obiettivo è importante ci impegniamo a fondo per raggiungerlo.

La motivazione si può così immaginare come la benzina dei nostri atleti, e se è vero che non è sufficiente avere una Ferrari per andare forte è altrettanto vero che se nella Ferrari non c’è benzina probabilmente non si accenderà neanche.

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LA MOTIVAZIONE NEGLI SPORT DI SQUADRA

Riporto ora -per dare supporto più concreto all’allenamento della motivazione- alcune considerazioni, episodi e piccoli suggerimenti. L’intento è quello di illustrare quanto fondamentale sia padroneggiare e saper allenare questo aspetto mentale.

Negli sport di squadra il ruolo dell’allenatore è fondamentale. Egli deve essere innanzitutto motivato in prima persona, e saper trasmettere alla propria squadra la propria spinta motivazionale. Inoltre dovrà fare in conti con la motivazione di ciascuno dei suoi giocatori, sostenerla, alimentarle. Sintonizzare la motivazione di ogni singolo componente del gruppo squadra affinché insieme diventino la base di sostegno degli obiettivi del team è un compito difficile ma che garantisce il raggiungimento di una performance eccellente.

Ma andiamo con ordine e immaginiamo la motivazione come una benzina particolare che è in grado di esaurirsi o riprodursi in base alle situazioni. Le situazioni di soddisfazione, riuscita, benessere dell’atleta faranno si che la benzina si riproduca, mentre le situazioni di insoddisfazione o mancanza di risultato potrebbero portare a un calo motivazionale significativo.

Per far sì che i nostri giocatori non si trovino mai in riserva, possiamo agire secondo questi 3 step:

1-Inizio Stagione: la Semina

Condividere obiettivi e regole: fondamentale importanza assume in un contesto di squadra la condivisione degli obiettivi individuali, di squadra, della società, dell’allenatore. Spesso si commette l’errore di darli per scontati, ma non è detto che l’obiettivo del Presidente sia lo stesso del capitano o dell’allenatore. Il veterano della squadra magari avrà un obiettivo, delle aspettative e quindi una motivazione diversa da quelli del giovane appena arrivato in prima squadra. Se ad esempio l’obiettivo di un giocatore è fare 20 goal in una stagione, non passerà mai la palla al compagno libero in grado di fare goal; l’obiettivo personale in questo caso non è funzionale né in linea con quello di squadra. È importante dunque avere dei momenti di confronto e condivisione al fine di allineare gli obiettivi dei singoli a quelli della squadra, che solitamente dovrebbero coincidere con le richieste della Società.

Come possiamo rendere un obiettivo realizzabile, senza che questo diventi tanto ingombrante da soffocare, alla prima difficoltà la motivazione dei nostri giocatori?
Uno strumento molto utile è il Goal Setting: infatti oltre ad essere misurabili e realistici, gli obiettivi per essere perseguiti in modo efficace devono essere suddivisi in a breve, a medio e a lungo termine. Parafrasando ciò che ha efficacemente detto di recente il coach di Serena Williams, è controproducente pensare sempre e solo alla cima della montagna, per non rendere la salita improba è meglio concentrarsi su un tornante alla volta.

2-Durante la stagione: la Coltivazione.

Avendo fissato degli obiettivi a breve e medio termine sarà fondamentale verificarne il raggiungimento nei periodi stabiliti. Il raggiungimento dei micro obiettivi intermedi sarà sicuramente stimolante e consentirà di perseverare nel raggiungere gli step successivi. Nel caso non si fosse raggiunto l’obiettivo intermedio si potrà riformulare, aggiustare il tiro, correggere il percorso per arrivare al risultato.

3°-Fine stagione: la Raccolta.

Alla fine della stagione l’atleta, la squadra, l’allenatore e la società potranno verificare se gli obiettivi fissati a inizio stagione sono stati raggiunti. Le tracce scritte durante il percorso saranno materiale importante di verifica e discussione per lo staff tecnico, ma anche per i singoli atleti.

In tutto questo percorso il ruolo dei feedback, delle comunicazioni efficaci, della leadership, della programmazione individuale e di squadra, giocano un ruolo fondamentale.


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