Lo scorso anno durante il maltempo invernale, le scorte negli Usa erano crollate drammaticamente, affossando il dato del Pil del primo trimestre 2014. Nel secondo trimestre viceversa la ricostituzione delle scorte aveva contribuito per un terzo al robusto +4,6% del Pil registrato da inizio aprile a fine giugno 2014. Quest’anno le scorte sono addirittura salite nel primo trimestre. A fronte anche di una domanda debole, un aumento delle scorte nel secondo trimestre 2015, se proprio si dovesse verificare, risulterà comunque contenuto. Nelle sue ultime previsioni, la Fed di Atlanta ha ridotto le previsioni del Pil del secondo trimestre 2015 a un modesto +0,7% annualizzato. Se dovesse essere confermato dai fatti, per l’intero 2015 la crescita risulterà intorno al 2%. A questo punto la questione allora è sapere se questa situazione ridurrà o no la volontà della Fed di alzare i tassi di interesse? Janet Jellen ha fatto più volte riferimento ai problemi per le imprese Usa dati da un dollaro già forte ma che potrebbe esserlo ancora di più in caso di un aumento dei tassi. "Per evitare ulteriore debolezza all’economia Usa, potrebbe convenire rimandare il rialzo del costo del denaro", conclude il capoeconomista di Natixis AM. Fonte: AdvisorProfessional
