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Perché non prima?

Creato il 14 febbraio 2011 da Fabio1983
Personalmente non ho mai troppo amato la piazza. Questo però non vuol dire, ovviamente, che pensi male di quanti credono nell’efficacia delle manifestazioni più o meno partecipate. Ma l’iniziativa tutta al femminile di ieri lascia perplessi (e non solo me, a leggere qua e là). Il fatto è che l’atavico problema delle donne che non riescono ad emergere come meriterebbero non nasce con Berlusconi. Né a quest’ultimo si può attribuire la colpa in esclusiva del mercimonio di alcune quale strumento di scalata sociale. Da che mondo è mondo è stato sempre così. Allo slogan Se non ora, quando? potrebbe, per banale che sia, seguire una seconda domanda: “Se non prima, perché adesso?”. La manifestazione di ieri è apparsa come una contromercificazione, un rincarare la dose pretestuosamente al solo scopo di chiedere le dimissioni del premier. Che è comprensibile, certo, ma che presenta tempi e modi inappropriati. Separare la sfera femminile in donne per bene e donne per male, poi, è altrettanto fuorviante. Le fanciulle che si sono prostituite – perché di questo si tratta – a Villa San Martino lo hanno fatto consapevolmente, in libertà. Perché non riscaldarsi tanto per le donne costrette a stare sui marciapiedi, che loro soffrono davvero? Provo a renderla più facile. Il confronto donna per bene – donna per male è il medesimo che contrappone gli uomini, è endemico dell’essere umano. Il mondo si divide in stronzi e meno stronzi, pure qui da sempre. Allora sarebbe più auspicabile una costante mobilitazione di massa che lotti per i sacrosanti diritti delle donne. Ripeto, a scanso di equivoci: una costante mobilitazione di massa (come quella degli ultimi giorni). Esagero? Forse. Ma anche coloro che paragonano l’Italia all’Egitto non scherzano mica, eh.

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