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Perdonare me stessa

Da Marisnew
Cara Lilli,
oggi, alla fine dell'ora di logopedia della monella, la terapista come sempre mi ha detto in breve come è andata: era piuttosto soddisfatta, cosa che per fortuna capita spesso ultimamente, perchè la monella è stata tranquilla, ha seguito le sue indicazioni e si è impegnata. E poi ha aggiunto una cosa che mi aveva già detto dopo le prime terapie, più di un anno fa: "La fortuna di questa bambina è avere una mamma come lei."Io sarei la fortuna di mia figlia perchè ho avuto la lucidità di vedere il suo problema e di vederlo precocemente (prima dei due anni); perchè non mi nascondo dietro un dito e guardo in faccia la realtà, agendo di conseguenza in modo da dare alla monella tutto il sostegno di cui sono in grado perchè recuperi tutto il recuperabile e acquisisca le competenze che la rendano autonoma quanto più possibile, compatibilmente con il suo disturbo; perchè con me lei e gli altri dello staff del centro riabilitativo possono parlare senza fraitendimenti, con schiettezza, sapendo che comprenderò quanto mi dicono e cercherò di metterlo in pratica.Che fortuna avere una mamma come me, dunque.Ma tornando a casa oggi, dopo aver avuto questa nuova attestazione di stima, ho riflettuto e mi sono chiesta se la logopedista la penserebbe ancora così venendo a conoscenza di certe cose...Cosa direbbe di me se sapesse che fino alla scorsa estate, cioè fino a che la monella non è riuscita a imparare ad andare in bagno "come i bimbi grandi", mi facevo un sacco di problemi a farle indossare pantaloni o gonne che scoprissero un pò la pancia o troppo aderenti sul culetto perchè mi sentivo a disagio davanti agli estranei che avrebbero guardato la mia bambina e avrebbero visto che indossava ancora il pannolino? Si, mi sentivo un sacco a disagio. Me ne vergognavo ecco. E a volte lo trovavo quasi umiliante. Non per lei, ma per me. E poi, ogni volta, rinsavivo e trovavo umiliante averlo trovato umiliante. E stavo ancora peggio.

E questo è solo un esempio, Lilli. Potrei riportartene altri simili.Dunque...cosa direbbe la logopedista se sapesse quello che a fatica (perchè mi costa fatica scrivertelo, sappilo) sto rivelando a te? Sarei ancora degna della sua stima?Non è stato un bel viaggio di ritorno a casa, quello di oggi. Mille pensieri e mille sensi di colpa nei confronti della mia bambina. Di quella creatura meravigliosa che merita tutto l'amore del mondo e di più.Alla fine, poi, dopo tanto rimuginare, mi sono detta una cosa e la dico anche a te, Lilli: devo avere un minimo di comprensione per me stessa, devo accettare i miei limiti, devo perdonare me stessa per quelle defaiancesPerchè io amo mia figlia sopra ogni altra cosa, perchè quelli sono episodi che sono capitati e che potrebbero capitare ancora in futuro, ma non compromettono quanto di buono sto cercando di fare.Devo imparare a convivere con le mie debolezze, devo ammettere (e lo sto facendo) che posso sbagliare quando si tratta della monella e del mio approccio al suo problema.
Ma non devo neppure perdere tempo ad autocommiserarmi. Devo rimboccarmi ogni volta le maniche e ricominciare da dove ho lasciato, scacciando via i pensieri brutti.Perchè è ovvio che la logopedista non pensa affatto che io sia perfetta come persona, ma apprezza ciò che come mamma stocercando di fare. E io voglio continuare a farlo.

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