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Pesca al salmone nello Yemen: racconto surreale sui rapporti Occidente e Medio Oriente

Creato il 19 giugno 2012 da Redazioneunilibro

Pesca al salmone nello Yemen: racconto surreale sui rapporti Occidente e Medio Oriente“Pesca al salmone nello yemen” è un racconto surreale da cui è stato tratto il film  di Lasse Hallstron: “Il pescatore di sogni”.
Un ricco sceicco dello yemen decide che la pesca al salmone è lo sport perfetto per il suo popolo, che così imparerà finalmente cos’è la pazienza, la soddisfazione nel raccogliere frutti della propria fatica e sarà un gradino più vicino alla moderna Inghilterra.

Il facoltoso arabo finanzia il suo eccentrico progetto con un’enorme somma di denaro e ingaggia la più importante azienda britannica del settore.
L’obiettivo da raggiungere è dei più complicati: si tratta di impiantare nel deserto un sistema di vasche nelle quali i salmoni delle gelide acque scozzesi possano nuotare.
Il biologo Alfred è a capo del progetto che, con l’aiuto del visionario sceicco arabo e della bella Harriet, alla fine prende forma, a dispetto dei complotti terroristici e dell’ancora più pericolosa ottusità del primo ministro inglese. Il giorno in cui quest’ultimo e lo sceicco stanno per pescare insieme il primo salmone, davanti alla stampa di tutto il mondo, il destino (o la natura?) si prenderà una giusta e esilarante rivincita.

In realtà l’autore con questa simpatica e stravagante storia vuole mettere in luce i rapporti politici/commerciali tra Occidente e Medio Oriente, rapporti che vedono spesso la democrazia britannica eseguire ogni eccentrica richiesta del ricco sovrano perché.. bè, perché i soldi comprano tutto, anche la ragionevolezza.
La possibile pesca di salmoni nello yemen è il difficile tentativo di mediazione tra due culture diverse, tentativo che, seppur animato da buone intenzioni, segue un metodo sbagliato. Pervaso da una comicità grottesca, lo stile è contraddistinto dalla sottile ironia e dal gusto del paradosso tipico dello humor britannico.

La narrazione procede con documenti, pagine di diario, e-mail d’ufficio e interviste; il che può rappresentare un piccolo ostacolo per il lettore, che è costretto a costruirsi da sé una continuità in questi frammenti, ma con un po’ di giusta attenzione la storia si ricostruisce perfettamente.


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