Piazza Affari termina appena sopra la parità
Ftse Mib penalizzato dai titoli petroliferi e del settore bancario. Bene il lusso ed il comparto del risparmio gestito. Positivi gli industriali.
Seduta mediamente positiva per le Borse europee, ma i guadagni si sono molto ridotti dopo l’apertura debole di Wall Street. Londra è finita di rosso (-0,2%), Parigi e Francoforte, invece, hanno messo a segno una buona performance +0,9% per i transalpini e +1,2% per i teutonici.
Dati macro decisamente negativi venivano comunicati prima dell’inizio delle contrattazioni nel Vecchio Continente, in particolare la produzione industriale tedesca che dopo la debacle di settembre (-1,1%) era attesa ad ottobre ad un pronto riscatto (+0,8%) ha invece mostrato un modesto +0,2% che possiamo tranquillamente ritenere un risultato più che deludente.
Tutto ciò, però, non aveva effetto alcuno sul mercato azionario, il Dax partiva a spron battuto, ed anche il Cac a Parigi, nonostante l’effetto Le Pen, aveva un inizio di giornata travolgente.
Contagiato da queste performances anche il nostro Ftse Mib (+0,07%) prendeva coraggio e prima che fossero passate due ore dall’inizio delle contrattazioni superava quota 22.200 punti, ma da quel momento cominciavano a farsi sempre più numerosi gli ordini di vendita ed ad un’ora dal fixing passava in territorio negativo.
Un recupero nell’ultima mezz’ora e soprattutto nell’asta di chiusura, però, permetteva al nostro indice di riferimento di ritrovare, seppur frazionalmente, la freccia verde.
Ad appesantire il nostro listino principale soprattutto il comparto petrolifero estremamente penalizzato dall’ennesimo crollo del prezzo del greggio, e così abbiamo assistito al terzo ribasso di fila per Eni (-2,46%) ed al quinto per Saipem (-2,32%) e Tenaris (-2,22%).
Ancora una volta, però, la maglia nera di giornata è andata a Banca MPS (-2,82%) all’ennesimo minimo storico, il mercato quindi non crede alle parole tranquillizzanti dell’Amm. Delegato Fabrizio Viola che continua a ripetere che “la cura” sta funzionando ed ora puntano alla redditività.
Non escono dal periodo di debolezza Mediaset (-1,84%) e Stmicroelectronics (-1,41%).
Torniamo al settore bancario per segnalare anche i ribassi di Banco Popolare (-1,30%), Bper (-0,76%), BpM (-0,32%) e Mediobanca (-0,28%), moderatamente positive le due Big: Unicredit (+0,19%) ed Intesa Sanpaolo (-0,13%) mentre ha terminato invariata Ubi Banca.
Ma concludiamo guardando la parte alta della classifica, dopo qualche battuta a vuoto tornano a salire Salvatore Ferragamo (+2,87%), Campari (+2,76%) e Buzzi Unicem (+2,30%).
Conferma la buona prova della vigilia Telecom Italia (+2,14%) e sale anche il comparto del risparmio gestito: Azimut (+2,01%), Anima Holding (+1,59%) e Mediolanum (+0,13%).
Da segnalare infine gli importanti guadagni di Luxottica (+1,85%) e Fiat Chrysler (+1,72%).
Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro
