Pinterest: le contraddizioni sul copyright

Da Beadsandtricks

Il mio amore per Pinterest l'ho già dichiarato. Ma prima di parlare insieme di come trarne il meglio, mi sembra fondamentale parlare di alcuni aspetti di Pinterest da noi per niente dibattuti, che invece altrove stanno scatenando un putiferio e stanno mettendo Ben Silbermann e gli altri fondatori di Pinterest di fronte alle contraddizioni da loro stessi generate.
Spulciando nella sezione informativa di Pinterest si scoprono delle cose interessanti. Innanzi tutto che esiste una "Pinterest Etiquette", che sarebbe un insieme di buone pratiche da utilizzare per pinnare correttamente. In particolare ci soffermeremo sul punto 2 e il punto 3:


Il punto 2 recita: "I pins sono più utili quando i links riportano alla fonte originale. Se notate che un pin non riporta la corretta fonte lasciate un commento in modo che il pinner originale possa aggiornare la fonte. Trovare la fonte originale è sempre preferibile ad una fonte secondaria quale può essere la ricerca immagini di Google oppure un post su un blog" (il corsivo è mio).
Tralasciando il fatto che se facessimo così (lasciare un commento per ogni pin che riporta alla fonte originale) passeremmo la vita su Pinterest, si nota che questo punto implicherebbe direttamente che chi pinna possa pinnare materiale non suo, ma di terzi. Materiale di cui non ha il copyright o i diritti, ma trovato navigando su Internet. Infatti è facile pensare che se pinno materiale di mia proprietà lo faccio dalla fonte originale, non certo dalla ricerca immagini di Google o da un Tumblr.

Il punto 3 recita: "Pinterest è progettato per curare e condividere le cose che ami. Se c'è una foto o un progetto di cui sei orgoglioso pinnalo! Comunque cerca di non utilizzare Pinterest puramente come strumento di auto-promozione" (il corsivo è mio)
Dunque Pinterest ci spinge ad evitare nella maggior parte dei casi di auto-promuovere il nostro lavoro, e ad utilizzare lo strumento che ci ha messo a disposizione per collezionare immagini delle cose che amiamo, che ci ispirano, che possono tornarci utili per il nostro lavoro. Immagini prese dalla rete (anche se non solo) e quindi, presumibilmente, immagini non nostre.
E adesso diamo un'occhiata più approfondita ai Termini di Servizio di Pinterest (eh si... come ogni altro servizio, anche qui troviamo bene specificati diritti, doveri e implicazioni che essere un utente registrato del sito comporta):

In particolare ci interessa questa parte, che pare in aperto contrasto con quanto affermato nella pagina dell'Etiquette, non ve la traduco passo passo, perchè si capisce molto bene: in sostanza devi garantire di avere i diritti, le licenze o i consensi e liberatorie per tutto ciò che posti sul sito (ciò che nei Termini d'Uso viene chiamato Member Content, cioè il contenuto che tu rendi fruibile e accessibile sul sito attraverso i tuoi pins). Di queste garanzie tu (Member, cioè utente registrato di Pinterest) sei il solo ed unico responsabile.
Uhmmm... qui sorgono dei seri dubbi... prima ci viene detto e consigliato di non fare auto-promozione, di non pinnare solo ed esclusivamente i nostri contenuti originali, di garantire sempre correttamente le fonti originali, e il sito ci mette anche a disposizione uno strumento (il Pin It button)che installato nella nostra barra dei segnalibri ci permetta di pinnare facilmente qualunque immagine o addirittura video di Youtube troviamo girovagando sulla rete. Poi però a caratteri cubitali ci avverte che dobbiamo essere noi i detentori di ogni diritto su ciò che carichiamo e condividiamo attraverso il sito, le sue applicazioni e i suoi servizi.  O in ogni caso avere liberatorie e licenze o consensi che ci permettano di farlo.
Di queste contraddizioni ormai si sa tutto, se ne sono occupati siti rilevanti come Mashablee Flickr (che dà l'opportunità di tutelare le immagini di chi non condivide pubblicamente i propri contenuti attraverso un codice NOpin), moltissimi blogger professionisti, fotografi, ma anche crafter. Tanto che Pinterest ha di recente rilasciato, in un post dal significativo titolo di "Growing up", una porzione di codice che opportunamente inserito nel codice di un sito rende inutilizzabile il Pin It button.
Vi racconto tutto questo non per terrorizzarvi :), anche perchè sono convinta che ormai Pinterest sia inarrestabile (e io stessa continuerò ad utilizzarlo), ma perchè mi sono resa conto di quanta poca consapevolezza ci sia nel nostro paese su queste questioni. Invece tutto questo fermento è vitale e importante per portarci ad uso sempre più consapevole e corretto degli strumenti preziosi che la tecnologia ci mette a disposizione, sempre e comunque cercando di rispettare al massimo il lavoro altrui. Alla luce di queste informazioni mi pare ancora più vitale almeno dare il giusto credito e linkare le fonti correttamente. Ma anche tutelarci, se vogliamo.
{per chi avesse voglia di leggere approfondimenti ho collezionato una marea di links, ve li giro volentieri, mandatemi una mail :) }


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