Poesia & Musica - Premiata Forneria Marconi

Creato il 01 settembre 2010 da Wordsinsound

La nostra estate si è conclusa con un concerto della PFM. Mi pare quindi d'obbligo non solo dare nuovamente il benvenuto a tutti quelli che ci hanno seguito finora, che spero siano rimasti fedeli alla nostra causa :-P, ma dedicare uno spazio a questa formazione tutta italiana che è stata capace di far conoscere l'avanguardia musicale del Bel Paese in tutto il mondo durante i loro quarant'anni di carriera. Espressione musicale tra le più alte che ci siano mai state nel mondo del progressive, il loro disco "Storia di un minuto" è considerata una pietra miliare del genere, musicisti in grado di proiettarvi in un mondo nuovo, non artefatto, in diretto contatto con la natura e la vita del nostro pianeta, come continua instancabilmente a ricordare Franz Di Cioccio, cantante, batterista e uomo - icona del gruppo. Uno spettacolo che assomiglia ad una rappresentazione teatrale semplice ed efficace, vissuta in modo appassionato da tutti i componenti della band e, ovviamente, dall'ascoltatore.Il Violino di Lucio Fabbri che ci  accompagna in sfrenate danze, impronte jazz impresse nel tappeto sonoro di Gianluca Tagliavini, eleganti e mai eccessivi assoli di Franco Mussida, il basso di Patrick Djivas che trascina la formazione lungo corpose linee melodiche, un instancabile Di Cioccio che riesce ancora a dimostrarsi un frontman eccezionale oltre ad un batterista di gran classe, a metà tra la furia del rock n'roll più viscerale ed il più concentrato musicista. Non mancano momenti più introspettivi, come nel caso della reinterpretazione delle canzoni di Fabrizio De Andrè, culminate in una struggente "Canzone di Marinella", affidata alla voce ed alla chitarra di Mussida che ci delizia con un intermezzo solista dolce e dal sapore antico. Durante la serata, brani come "Il pescatore" e "Bocca di rosa" ritrovano una carica insolita ed una nuova vita grazie ai sapienti arrangiamenti che risalgono agli anni della collaborazione con Faber. Finito il primo set, si passa al secondo tutto dedicato ai grandi successi della PFM; non una semplice riproposizione dei famosi brani per far contento il pubblico, bensì improvvisazioni di quindici e più minuti che si intrecciano tra di loro creando uno stupendo mosaico fatto di musica e parole. Non mancano le citazioni più spudorate al rock n'roll vecchia scuola, culminate con l'intramontabile riff di "Smoke on the water", ovviamente dal sapore vagamente stralunato. Un urlo liberatorio su invito di Franz per esorcizzare tutte le esperienze negative dell'anno finora trascorso e poi via con "Impressioni di Settembre" con l'eterno riff di Minimoog che risuona più acido che mai. "è festa" è la psichedelia più cazzuta e sporca e maledettamente progressive che si possa ascoltare oggi in Italia  Inutile raccontare la  storia di questo gruppo, quella è già stata scritta ed è racchiusa in una discografia che, ancora oggi, è l'orizzonte della musica italiana: maledetto perchè lontano, perchè per raggiungerlo ci vogliono tanti sacrifici...eppure dannatemente bello. Signore e signori, ecco a voi la Premiata Forneria Marconi.
R.Clockheart

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