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“Polvere” di Patricia Cornwell

Creato il 20 febbraio 2014 da Alessiamocci

Può l’anatomopatologa più famosa al mondo prendersi un periodo di riposo e soprattutto riuscire a rilassarsi come vorrebbe? È la domanda che tutti noi, fedeli lettori di Patricia Cornwell e amanti del suo personaggio più famoso, Kay Scarpetta, ci siamo posti quando abbiamo letto “Polvere”, la sua ultima fatica uscita proprio in questi giorni, edita da Mondadori. Ovviamente chi conosce Kay, sa che la risposta è no.

“Polvere” di Patricia Cornwell: la ventunesima volta di Kay Scarpetta“Polvere” è il 21° romanzo di Patricia Cornwell che vede protagonista questo soggetto e sta letteralmente scalando le classifiche. La bionda medico legale ha permesso alla sua autrice di vincere nel 1999 il prestigioso Sherlock Award per il miglior detective creato da uno scrittore americano.

Dopo un traumatico fine settimana nel Connecticut dove è avvenuta una strage in una scuola elementare, Kay Scarpetta si ritrova a casa, a Cambridge, e sta cercando di riprendersi da brutti ricordi e da un virus influenzale che l’ha colpita. 

Il riposo di cui l’instancabile anatomopatologa avrebbe tanto bisogno, viene interrotto dalla telefonata del suo storico compagno di lavoro, Pete Marino, che le annuncia il ritrovamento del cadavere di una giovane donna. Marino è tornato in polizia, e dopo 10 anni da responsabile del reparto investigativo agli ordini della Scarpetta, ora i ruoli sono invertiti.

La morta, Gail Shipman, è un ingegnere informatico che aveva intentato una causa contro una potente società finanziaria. Fra l’altro, Lucy Farinelli, la nipote nerd di Kay, è chiamata come testimone della difesa. Il fatto che il cadavere sia avvolto in un lenzuolo sintetico e posto in una posizione innaturale fa pensare che possa essere opera di un serial killer, che cosparge polveri colorate sui corpi delle vittime in uno strano rituale.

Il modus operandi collega il caso ad una serie di omicidi perpetrati da Capitan Murderer, lo stesso a cui sta dando la caccia il marito della dottoressa, Benton Wesley, a Washington, convinto che qualcuno di molto potente non voglia che l’assassino venga catturato. Ecco quindi che si scoprono incredibili collegamenti tra certi omicidi e il mondo delle droghe sintetiche.

Il singolo omicidio, nei libri della Cornwell, diventa sempre il pretesto per denunciare qualcosa di più grave e corrotto. Ed infatti ci si troverà davanti ad un caso ben più complesso, dove compare il crimine organizzato, alte sfere governative corrotte, droghe sintetiche e la nuova tecnologia dei droni. Insomma, la Cornwell non si fa mancare niente, sempre al passo con i tempi e le nuove invenzioni. Lo stile è inconfondibile, piacevole ed incalzante.

“Polvere” di Patricia Cornwell: la ventunesima volta di Kay ScarpettaÈ un susseguirsi di colpi di scena e di rivelazioni. Devo dire che io preferisco la “prima” Patricia Cornwell, quella di “Postmortem” e “La fabbrica dei corpi”, quando i personaggi erano più umani e meno supereroi; quando Lucy Farinelli era solo una bambina geniale, e non una donna bionica, di cui penso abbia perso il controllo anche l’autrice stessa; Pete Marino non era ancora diventato un personaggio capace anche di gesti ignobili e Kay era single e non praticamente sposata ad un “iceberg”.

Nonostante questo, trovo i romanzi della Cornwell sempre stimolanti, in cui è presente un dialogo predominante a descrivere le situazioni. Come al solito, nelle opere dove Kay Scarpetta è protagonista, la prima parte è dedicata alla scena del crimine, in cui troviamo l’anatomopatologa alle prese col cadavere.

Nella seconda invece, viene introdotta una trama più articolata, costituita da giochi di potere. I personaggi hanno rafforzato le loro caratteristiche e definito i ruoli, mentre il personaggio di Benton Wesley, sempre impeccabile, acquisisce una dimensione più umana. Se amate il thriller dovete leggere questo libro, soprattutto se anche voi nel corso del tempo vi siete affezionati ai personaggi, tanto da considerarli membri di famiglia. Un team che, a distanza di anni, si dimostra sempre vincente.

 

Written by Cristina Biolcati

 


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