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Pompei

Creato il 20 febbraio 2014 da Taxi Drivers @TaxiDriversRoma

Pompei 2014

Anno: 2014

Distribuzione: 01 Distribution

Durata: 105′

Genere: Azione, Avventura, Drammatico, Storico, Romantico

Nazionalità: Germania, USA

Regia: Paul W. S. Anderson

Data di uscita: 20 Febbraio 2014

Il film, diretto da Paul W. S. Anderson, ci conquista come potrebbe farlo un grande affresco in movimento di persone e luoghi. I personaggi di fantasia si giustappongono a quelli storici nella vicenda nota. Immagini spesso multiple e contemporanee che si dilatano nello spazio con un dinamismo eccezionale. Scorci di vita di uomini e di luoghi sui quali incombe un fato ineluttabile; tra le pieghe storie d’odio, d’amicizia e d’amore. Ogni sequenza contribuisce a configurare uno step by step che si conclude, come apoteosi immaginifica, nell’eruzione del Vesuvio del 79 d. C. Il tutto avviene in maniera estremamente concitata nel tempo ristretto di pochi drammatici giorni. Sullo sfondo della storia, l’antagonismo tra Roma e Pompei, i giochi gladiatori tra schiavi di ogni razza e la vita quotidiana della cittadina campana.

Il nucleo del film si basa sulla vicenda di un giovane gladiatore celta Milo, (Kit Harington, “Trono di Spade”) uno schiavo al quale viene sterminata la famiglia da parte dei romani. La sua vita è connessa con quella di Attico, un gladiatore negro a fine carriera che aspetta la sua liberazione. Questa drammatica relazione, che avrebbe dovuto concludersi con la lotta mortale tra i due, diviene invece l’occasione di un’improbabile amicizia. Analogamente si snoda la relazione di Milo con Cassia, (Emily Browning: “Sucker Punch”, “Lemony Snicket’s”, “Una serie di sfortunati eventi”) la figlia di un maggiorente della città. Ma è soprattutto il vulcano, il vero protagonista del film: una serie di terremoti, fuoriuscite di fumo, ed eventi particolari, preannunciano l’evento. Le immagini veloci contribuiscono a creare un crescendo incalzante ma che non giunge mai a emozioni forti, mentre la tridimensione crea prospettive speciali e orrorifici incanti. Una fotografia di grande qualità è sempre presente e prende l’avvio da visioni dall’alto, a volo d’uccello, nitide e impietose, sulla folla che vive e che man mano muore sotto le ceneri e il fuoco del Vesuvio. I colori, i costumi, le scenografie, sono sempre sobri e senza eccessi per lasciare all’immagine dell’eruzione tutto il suo impatto. Cenere e lapilli che sembrano spandersi per la sala dominano la seconda parte del film. Gli stessi protagonisti dichiarano di aver dovuto convivere con il fumo, il calore e con le difficoltà di una reale immersione in situazioni di estremo disagio. Non tutto quindi mediato dagli effetti speciali, ma anche un grande impegno sul campo. Come mai alla fine manca il vero senso drammatico? Interessante interpretazione dell’attore canadese Kiefer Sutherland, somigliantissimo al famoso padre Donald, nella parte del cattivo e magistrale quella di Adewale Akinnuoye-Agbaje, (Mr. Eko, “Lost”) nella parte di Attico; l’attore, di famiglia nigeriana, è in realtà nato a Londra. Si parla della sua omosessualità, ma solo forse per la cura del suo corpo. In ogni caso è da sapere che parla perfettamente anche l’italiano (!). Riguardo Sutherland molto nota la sua interpretazione del personaggio di Jack Bauer, agente dell’unità antiterrorismo nella fiction televisiva “24”; una nuova serie andrà onda la prossima estate. Per la vita privata di Kiefer da sottolineare la sua relazione sentimentale con Julia Roberts, finita tre giorni prima del matrimonio. L’origine inglese del regista Paul W.S. Anderson, (Resident Evil: Retribution, I Tre Moschettieri) è significativa per il linguaggio estetico: non ci sono, infatti, sbavature nella pellicola; si nota la volontà di una rigorosa ricostruzione storica di ogni particolare e la puntualità dell’ambientazione. La parte più americana della conduzione è forse responsabile del mancato approfondimento della collocazione culturale della vicenda nota tramite gli scritti di Plinio il Giovane. Scene di lotta forse eccessive contrappuntano la narrazione, per il resto la storia è semplice e la sceneggiatura senza grandi voli. Un film da godere fanciullescamente come un’immersione, ma con i sensi più che con il cervello.

Alessandra Cesselon


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