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Pompei ed Ercolano: l’altra storia

Creato il 14 maggio 2013 da Nebbiadilondra @nebbiadilondra
Molto è stato detto e scritto su Pompei ed Ercolano: la pioggia di ceneri e lapilli, la fuga disperata, la distruzione. Ma il British Museum ci racconta, con una grande mostra, una storia diversa. A Londra fino al 29 settembre.

Wall painting of the baker Terentius Neo and his wife. Dalla Domus di Terentius Neo, Pompei, 50-79 d.C.. Copyright Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei / Trustees of the British Museum

Wall painting of the baker Terentius Neo and his wife. Dalla Domus di Terentius Neo, Pompei, 50-79 d.C.. Copyright Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei / Trustees of the British Museum


Come l’economia, anche i siti archeologici del Bel Paese stanno lentamente cadendo a pezzi. Un fato, quello dell’incuria e della mancanza di fondi, che non ha risparmiato neppure Pompei e che per questo rende Life and death in Pompeii and Herculaneum particolarmente emozionante. Dopo le troppe brutte notizie negli ultimi tempi era necessario riportare gli occhi del mondo sul nostro patrimonio culturale per le giuste ragioni.
Siamo abituati a vedere i romani come l’imperatore, il soldato, il gladiatore” spiega il curatore della mostra Paul Roberts, “ma la maggioranza era gente come noi”. Ed è proprio l’enfasi sulla quotidianità la grande novità di questa straordinaria esposizione, organizzata dal British Museum in collaborazione con la Sovrintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei, che ha riunito sotto il tetto del museo londinese circa trecento oggetti, alcuni mai esposti in precedenza.
La devastazione e allo stesso tempo la conservazione di Pompei ed Ercolano hanno affascinato il mondo da quando, nella prima metà del XVIII secolo, iniziarono gli scavi nei due siti. Pompei, una città di circa 20.000 abitanti, fu coperta da cenere e pomice così rapidamente che molti residenti morirono nelle loro case. A Ercolano, piccola e sofisticata località marittima più vicina al vulcano, l’ondata piroclastica fu l’unica causa di morte: la popolazione fu semplicemente annientata. Ma proprio la loro diversa posizione geografica e il modo diverso in cui le due località furono sepolte, ne ha influenzato la conservazione. E così mentre Ercolano ci ha restituito mobili carbonizzati e parti strutturali di edifici, Pompei ha preservato gli affreschi e i calchi dei corpi che tutti conoscono. Unendo per la prima volta gli oggetti trovati in entrambe le città, Paul Roberts ha imbastito questa affascinante panoramica della vita quotidiana pre-eruzione. Una quotidianità vista attraverso la sua espressione più universale: l’abitazione.
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