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Portal 2 – RECENSIONE

Creato il 07 marzo 2014 da Rostislav @videogiochiword

Dopo il 2007 tutti i fan dei puzzle action sono andati in subbuglio grazie a quel progetto basato su Narbacular Drop e pubblicato da Valve che riuscì a conquistare i fan anche grazie all\’ingresso nell\’Orange Box. Ovviamente parliamo di Portal, che ha appassionato moltissimi amanti del genere e ne ha fatti nascere di nuovi. La storia accattivante, con una continua corsa verso un inesistente ricompensa (la famosa torta) ha scatenato le fantasie dei fan, che crearono centinaia di immagini relative alla torta. I meme come sempre, quasi come una forma di vita a se stante, hanno fatto divulgare questo gioco a un livello superiore e cosi nacque anche lo store di Valve dedicato a Portal. Nella nostra recensione vogliamo parlare del suo seguito, che aveva delle pretese piuttosto alte e che doveva superare il suo predecessore. E\’ riuscito Portal 2 nel suo intento?? Scopritelo nella nostra recensione.

GlaDos… vecchia amica

Dopo la distruzione di GlaDos, l\’intelligenza artificiale a capo di Aperture (l\’azienda concorrente di Black Mesa) ci ritroviamo in una camera dopo un lungo sonno criogeno. Chell si risveglia ed è qui che inizia la nostra avventura, con un breve tutorial sui movimenti, quando all\’improvviso comprare Wheatley. Quest\’ultimo è un robot incaricato di controllare i soggetti per i test e ci dice che è capace di farci fuggire dai laboratori Aperture e quindi di tornare in superficie, verso una libertà tanto agognata e mai raggiunta. La prima cosa che salta all\’occhio di questo robottino è il suo modo di fare, pieno di verve e tanto logorroico da farci impazzire. Qui inizia l\’attraversata vera e propria attraverso i laboratori, abbandonati e ormai quasi distrutti, ma funzionanti e pericolosi come prima. Una stanza dopo l\’altra scopriamo che sono passati moltissimi anni dalla distruzione di GlaDos e che Whitley sembra l\’unico in grado di governare Aperture, seppure in malo modo. Proprio grazie a queste disattenzioni da parte del robot che per puro errore viene riattivata la vecchia nemica di Chell, GlaDos, che ovviamente assetata di vendetta inizia il suo divertimento con la protagonista spedendola in fondo dei laboratori per altri esperimenti. Qui riprendiamo la nostra vecchia Portal Gun e con l\’aiuto di Wheatley ci dirigiamo sempre più in alto, verso la governatrice del luogo per poi scoprire qualcosa di inaspettato.
La cosa che salta subito all\’occhio in questo, come anche nel capitolo precedente, è l\’ironia con la quale i sviluppatori giocano nel corso di tutta l\’avventura. Troveremo delle battute sulla morte, sull\’odio e sugli esperimenti, ma il modo in cui queste vengono dette tirano sempre più di un sorriso e spesso fanno anche riflettere.

La fisica ha sempre ragione

Portal 2 è un puzzle game atipico per il suo genere. Intendiamoci però, l\’intento è sempre quello di risolvere i vari rompicapi, ma con alcune particolarità. La nostra Portal Gun ci permette di aprire due portali di diversi colori; uno fungerà da ingresso e altro da uscita. Altra particolarità è sicuramente la fisica, che in questo titolo è la parte predominante di tutta l\’avventura. Alcuni enigmi dovranno essere risolti non solo tramite il gioco dei due portali, ma anche tramite gli effetti della gravità. Ad esempio: aprendo un portale in alto e uno in basso grazie al salto dall\’alto verso il basso potremo raggiungere il punto da noi desiderato tramite la direzionalità vettoriale dell\’uscita. Alcuni pannelli inclinati sono un chiaro modo per dire che direzione dovremo prendere e dove dovremo dirigerci, anche se spesso cotali direzioni saranno solo una parte del percorso da percorrere tramite i salti.

In questo nuovo capitolo fanno la loro comparsa alcuni elementi nuovi, come i tre gel. Questi tre gel non solo aumentano l\’esperienza di gioco, ma creano dei rompicapi molto più complessi e lunghi. Il gel di colore blu è un gel repellente e fa rimbalzare con la stessa forza del salto compiuto. Quello arancione è un gel che elimina l\’attrito e ci fa andare molto più velocemente, mentre quello bianco è un altro tipo di gel che ci fa creare dei portali anche dove non potrebbero esserci. Questi tre elementi, più il ponte energetico e i laser da deviare creano un mix di rompicapi che a prima vista potrebbero sembrare impossibili o senza senso, ma che alla fine si risolvono in poco tempo. Purtroppo la durata del gioco è inferiore a ciò che ci si aspetta e il gioco sfuma in 5-6 ore filate.. Per fortuna esiste il DLC(Sixense Perceptual Pack) gratuito risolve in parte questo deficit. Il gioco è però dotato di una modalità multigiocatore, che permetterà a due giocatori di giocare in una partita coop. In questo modo la risoluzione dei puzzle non va a godere solo della maggior longevità, ma da al gioco una spolverata incredibile. I due compagni dovranno cooperare insieme per risolvere dei puzzle con una difficoltà sempre crescente e qui vi consigliamo di giocare con un amico che conoscente, perché altrimenti tutta la campagna perde la propria bellezza.

Harder, Better, Faster, Stronger

Una parte preponderante dell\’immersione in un titolo è sempre dovuta alla colonna sonora, che in questo caso si tinge di nuovo di suoni elettronici e magnetici. I suoni melodici e veloci si contrappongono a quelli più gravi e lenti in diversi periodo della storia e lasciano un senso di compiutezza. In alcuni frangenti sembra quasi che la colonna sonora va al ritmo con i nostri movimenti La musica è stata scritta da Mike Morasky, già famoso per aver creato quelle di Left for Dead, Team fortress e Counter Strike, ma è anche per aver creato i visual effects della trilogia de Il Signore degli Anelli e dgli ultimi due film di Matrix. Il brano finale è stato scritto da Jonathan Coulton, mentre il resto va alla band indie The National.

“Sei cosi vecchia che si vedono le rughe…”

Come tutti gli ultimi giochi, Portal 2 è stato sviluppato con il Source Engine , la versione usata anche per Half Life 2 e Left for Dead e si nota tutta la vecchiaia che comportano i vari modelli. I poligoni sono sì ben fatti, ma è solo se si mette l\’antialiasing a un buon livello. I limiti dell\’Engine sono evidenti anche all\’occhio di una persona poco esperta. Nonostante tutto, però, gli effetti di luce sono più che ottimi, ma quelli particellari non sono al livello dei giochi usciti nel 2011. Questo Engine obsoleto ha però permesso lo sviluppo di un gioco veloce e fluido, senza dei cali di framerate di pop up.

Commento finale:

Portal 2 è un puzzle game originale e con una trama abbastanza accattivante, ma che sicuramente poteva essere sfrutta un po\’ meglio. Il gameplay è identico a quello del primo capitolo, ma con delle aggiunte che migliorano sostanzialmente la difficoltà dei puzzle. Il maggior difetto del titolo sta probabilmente nel comparto grafico, Source Engine 2. Questo è ormai vecchio e i limiti sono tangibili anche ad un occhio inesperto, ma la fluidità data dall\’esperienza è enorme. Tutti coloro che hanno amato il primo capitolo doverebbero giocare anche a questo.

 


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