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Creato il 02 settembre 2015 da Pedroelrey

Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non perdere.

  • Non Chiu­dete Quella Porta — Brutta pagina del gior­na­li­smo ita­liano. 4 gior­na­li­sti de La Pro­vin­cia di Cosenza si recano a lavoro e non tro­vano la reda­zione, spo­sta­tasi a seguito di un tra­sloco a sor­presa. La vicenda è diven­tata un caso sim­bolo, una bat­ta­glia per riven­di­care il pro­prio posto di lavoro.
  • Brand Iden­tity - Goo­gle, l’azienda che più di ogni altra al mondo modi­fica, adatta e per­fino gioca con il pro­prio logo, come dimo­strano le cen­ti­naia di doodle rea­liz­zati in que­sti anni, cam­bia il pro­prio mar­chio per adat­tarlo ad un mondo sem­pre più “always on”.
  • Fashion & Social Media — Com­pren­dere le esi­genze del cliente è da sem­pre stato un punto di forza per le stra­te­gie di suc­cesso delle aziende, anche, di moda. Sotto que­sto pro­filo i social media rap­pre­sen­tano un’opportunità straor­di­na­ria ancora mar­gi­nal­mente com­presa dalle imprese. Dopo la nascita del fast fashion oggi i trend sui social potreb­bero det­tar legge nella defi­ni­zione della gamma e dei lanci di pro­dotto come con­ferma, anche, la nomina da parte di LVMH di un ex mana­ger Apple come head of digi­tal del brand del lusso.
  • Lin­ke­din & Insta­gram Mes­san­ging — Il mes­san­ging è attual­mente una delle prin­ci­pali aree chiave di cre­scita dei social in que­sto momento. È così che Lin­ke­dIn, che era anco­rata ad un sistema che sem­brava uscito dagli Atari degli anni ’90, ne annun­cia, final­mente, la sua evo­lu­zione. Nello stesso giorno anche Insta­gram pro­pone cam­bia­menti signi­fi­ca­tivi di Insta­gram direct. Un mes­sag­gino vi seppellirà…
  • Il Futuro Pros­simo di Blende — Blendle, la star­tup olan­dese nota per essere stata defi­nita “l’iTunes per le news”, ha annun­ciato il resty­ling della pro­pria appli­ca­zione mobile, con­fer­mato il lan­cio in Ger­ma­nia e anti­ci­pato altre novità pre­sto in arrivo. Gli edi­tori del “bel­paese” restano arroc­cati a Edi­cola Ita­liana nata vec­chia da un approc­cio senza futuro.
  • Mobile Revo­lu­tion — Lo svi­luppo che il set­tore della tele­fo­nia mobile e delle appli­ca­zioni hanno rag­giunto negli ultimi sette anni è stra­bi­liante e con­ferma come i cicli di vita siano sem­pre più acce­le­rati e dirom­penti. In soli sei mesi, rispetto all’anno scorso, il tempo medio tra­scorso su un dispo­si­tivo mobile ogni giorno è aumen­tato di circa 43 minuti, ma se il con­te­nuto è re [ancora una volta] le app domi­nano sem­pre più la scena ucci­dendo l’open Inter­net. Lo con­ferma, se neces­sa­rio, l’alleanza tra Axel Sprin­ger e Sam­sung per la crea­zione di un’applicazione di news sulla fal­sa­riga di Apple News. Amen!
  • Nativi Digi­tali — I gio­vani di oggi potranno pur essere nativi digi­tali, ma i media tra­di­zio­nali restano in cima alla loro dieta media­tica. Infatti, secondo quanto evi­den­ziato da eMar­ke­ter, resta il tele­vi­sore è il dispo­si­tivo pri­ma­rio uti­liz­zato da bam­bini e ado­le­scenti negli Stati Uniti. 

Bonus track: Final­mente anche Michele Serra ha capito che “il popolo del Web” NON esi­ste. È senza dub­bio un evento da celebrare.

Popolo del web

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