Povera piccola vittima: Loris Stival

Creato il 02 febbraio 2015 da Ritacoltellese

Da: La Repubblica.it
Loris, c'è una nuova testimone: "Quegli strani dubbi di Veronica"
Raffica di interrogatori in paese. Il racconto inedito della mamma di un compagno del bimbo. Rubati i peluche lasciati sulla tomba. Scoperti profili segreti su Facebook, rogatoria dei pm negli Usa

DAL NOSTRO INVIATO ALESSANDRA ZINITI

RAGUSA.
Diceva alla mamma di un altro bambino. "Ho come un presentimento. Mi sento che Loris a scuola non c'è". Dieci minuti dopo, andando incontro ai primi due compagnetti che varcavano il cancello, quando centinaia di bambini dovevano ancora uscire, Veronica chiedeva con ansia: "Dov'è Loris? C'era oggi a scuola?". Alla risposta negativa, senza neanche andare a cercare la maestra, si rivolgeva al vigile urbano dando l'allarme.
La testimonianza della mamma del compagno di Loris, raccolta nei giorni scorsi dagli investigatori che stanno ascoltando decine di persone a Santa Croce Camerina, aggiunge un tassello importante all'impianto accusatorio nei confronti di Veronica Panarello. Quello strano "presentimento" sull'assenza da scuola di Loris è, per chi indaga, un'ulteriore conferma del piano criminale messo su da quella giovane mamma che, invece, di portare suo figlio a scuola lo avrebbe strangolato con una fascetta da elettricista gettandone poi il corpo sul fondo del canalone vicino al vecchio mulino. Ulteriori sorprese nell'indagine potrebbero arrivare dell'esame degli account dei social network utilizzati da Veronica. Di una cosa gli inquirenti sono certi: la donna ha disattivato il suo profilo Facebook il 28 novembre, il giorno prima dell'omicidio di Loris, e lo ha riattivato il primo dicembre, quando ancora i sospetti non si erano appuntati su di lei e, stravolta dall'uccisione del figlio, tutto avrebbe dovuto pensare tranne che a Facebook. "L'avevo disattivato perché avevo ricevuto delle strane e insistenti richieste ", si è' limitata a rispondere agli investigatori che, dall'esame dei suoi dispositivi elettronici, hanno però scoperto che oltre a quel "Vero Nica" ufficiale (del quale suo marito Davide aveva la password), Veronica Panarello utilizzava altri account "coperti" sia di Facebook che di Whatsapp. Perché? Per parlare con chi? Per saperlo gli inquirenti hanno dovuto fare richiesta di rogatoria internazionale ed avanzare a Mark Zuckerberg, titolare del server dei due social network, istanza di accesso ai profili individuati. Nei prossimi giorni dovrebbero arrivare anche gli accertamenti definitivi sui rilievi della scientifica ma fino ad ora sembra che non sia stata rilevata alcuna traccia utile di Dna: nè sotto le unghie di Loris (e d'altra parte la ricostruzione della dinamica del delitto ha escluso che ci sia stata alcuna colluttazione e che il bambino quando è stato strangolato aveva i polsi legati con un'altra fascetta) nè sulla Polo di Veronica. Sicuramente, fino ad ora, non è stato rilevato alcun profilo genetico appartenente a persona estranea dal nucleo familiare. Forse già domani, a Catania, i giudici del tribunale del riesame potrebbero depositare le motivazioni della decisione con la quale hanno confermato il carcere per Veronica Panarello, detenuta ormai da quasi due mesi nel carcere di Petrusa ad Agrigento dove, quindici giorni fa, è andato a trovarla per la prima volta il marito Davide Stival. Un incontro difficile e burrascoso nel corso del quale  -  si apprende ora  -  davanti alle ripetute e insistenti domande sul perché quel maledetto sabato non avesse accompagnato Loris a scuola, per la prima volta la donna avrebbe leggermente cambiato la sua ostinata versione dei fatti (smentita dalle telecamere del paese) dicendo un "non mi ricordo se l'ho accompagnato... ". Una risposta che avrebbe fatto ancor di più' infuriare Davide che, dopo aver rivisto giovedì per l'ennesima volta quel filmato di 35 minuti agli atti dell'inchiesta, non ha alcun dubbio sul fatto che il bambino ripreso davanti la porta di casa sia suo figlio Loris (del quale ha riconosciuto anche le movenze) e che dunque Veronica continui a mentire affermando di averlo regolarmente lasciato a scuola. Un dolore composto quello di Davide Stival, acuito dallo sconcertante comportamento dei familiari di Veronica, comparse costanti in tutte le trasmissioni tv in cui alternano versioni sempre diverse dei fatti e delle vicende familiari, e soprattutto dall'amara sorpresa di due giorni fa quando, recandosi al cimitero di Santa Croce, ha scoperto che qualcuno aveva portato via i peluche e i pupazzi lasciati sulla tomba di Loris.

Davide Stival: vittima di un dolore atroce
Il suo piccolo Loris che non c'è più

Spero che quel che ha promesso il Sindaco del paese dove la famiglia distrutta di questo ragazzo così dignitoso e sano, (perché non si difende dalla realtà che va via via scoprendo), lo mantenga: dargli un lavoro in modo da poter star vicino al bambino rimastogli.. Viviamo in un mondo di persone squallide, capaci anche di arraffare dei peluche lasciati sulla tomba di un bambino... 

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