Magazine Diario personale

Povero cristo

Da Astonvilla
POVERO CRISTO
Lo scenario e' lo stesso aeroporto Jose' marti de la Habana di cui raccontavo qualche giorno fa,siamo sempre seduti allo stesso tavolino io e il mio amico di Barcellona,dietro i 2 veneti di cui parlavo con gli occhi sognanti del primo viaggio a Cuba.
A un certo punto arriva una famiglia cubana,un bambino maleducato e casinista,una madre gordita e arraffona e un padre vestito come vestono oggi i cubani 40/50 enni,una stupidissima moda mutuata dei cubanoamericani,maglietta con un largo disegno davanti,bermudone di jeans sotto il ginocchio,cappellino e scarpe da ginnastica.
poi arriva lei...il capo famiglia.
Devo dire una bella figa,sui 18 anni o poco piu',triguena col pelo largo,vestita come una cavallerizza a Ascoot.
Pantaloni bianchi che sotto il ginocchio si infilavano in un paio di stivaloni alti,camicia bianca e giacca blu col taglio appunto da cavallerizza.
Carina quasi bella ma con quella faccia di chi ha appena mangiato un cucchiaino di cacca...altezzosa guardava con algido distacco le vicende dei poveri mortali.
Bella ripeto ma una che ti sta' sul cazzo al primo sguardo.
In un ora avranno spazzolato 30 cuc di birre,patatine e sigarette.
Lei chiedeva e il padre si alzava a comprare,a un certo punto ha posato i 2 cellulari che aveva ed e' andata a fare una telefonata alla cabina,credo che dall'altra parte non ci fosse uno yuma...
Ho pensato al povero cristo che la aspettava questa ragazzina in Italia o Spagna,volava con Air Europe,mantenere questa zoccola con tutta la corte per risvegliarsi ogni giorno accanto a un grugno simile...
Davvero certe volte non si ragiona col cervello ma con altro.

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