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Preludio di Natale / La scultura di Madalena Macedo

Creato il 03 dicembre 2011 da Marianna06

   IL SEGNO DELL’AGNELLO  E  L’ANGELO ANNUNCIATORE

 

E’ forse più difficile oggi essere cristiani di quanto lo fosse ieri o lo sarà domani?

Interrogativo questo per noi  piuttosto  impegnativo  per meritare una risposta estemporanea.

Kirkegaard , di fronte alla cristianità del suo tempo, ad esempio, si propose,  nei suoi scritti

 di presentare ,da subito e senza mezzi termini, ai propri lettori tutta la difficoltà  di diventare cristiani; più difficile di certo di quanto, secondo lui, non lo  fosse il non esserlo.

Senza omissioni o sconti, insomma, per chi ne andasse in cerca.

E’ scritto nel Vangelo di Matteo .”Guai a colui dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito; sarebbe

meglio per lui se non fosse mai nato”.

E Raoul Follereau, l’apostolo dei lebbrosi, diceva nella sua famosa preghiera:”Non vi è, o Signore, Amore senza il tuo Amore.

Ecco perché, come sottolinea Giovanni,” il Verbo si è fatto carne.

Ecco allora perché il Natale di Gesù è ciò che fuga ogni ambiguità e dona senso all’esistenza del mondo creato.

 

Madalena Macedo, scultrice portoghese di provata esperienza artistica,oltre che straordinaria pittrice e abile disegnatrice di illustrazioni di favole per bambini, durante il tempo dell’”Avvento”,

 pensando alle festività natalizie, che sono ormai prossime,ci regala ogni anno, com’è sua consuetudine, delle sculture che raccontano la natività di Cristo.

 Un atto d’amore per rendere meno asfittici i cuori.

Madalena ama riprodurre nel legno, che lei stessa va a scegliere, con grande perizia e meticolosità, nei boschi vicini alla sua abitazione, la “sacra Famiglia”.

E questo suo interesse per le raffigurazioni sacre ha radici lontane nell’infanzia dell’artista quando, bambina, con il nonno, in una famiglia di artisti, in una società molto diversa da quella odierna, contenta del poco, veniva avviata a quell’esercizio piacevole quanto impegnativo ,che poi sarebbe stata la sua  vera“ragione” di vita.

E cioè il creare.  Fare “Arte”.

E Madalena, allora come ancora oggi, provava e riprovava ad intagliare il legno, a manipolare la creta, a pasticciare con i colori.

E il nonno- maestro, con occhio vigile, seguiva il suo apprendistato e, se necessario, interveniva per correggere o suggerire.

Durante  il lavoro che, a seconda della stagione, poteva essere realizzato all’aperto o al chiuso, si dialogava adulti e bambini, si raccontava. E anche tanto. E la fantasia galoppava a briglie sciolte con tutto il suo ricco bagaglio emozionale.

Da qui, da questi dialoghi in famiglia, hanno origine le radici cristiane di Madalena Macedo.

Con il tempo gli insegnamenti cristiani, calati gradualmente nell’esperienza di una vita non sempre facile e di studi artistici, fatti in buona parte da autodidatta, che hanno sedimentato prima nella bimba, poi nell’adolescente  e infine nella donna, hanno dato vita al passaggio artistico in Madalena dal “sacrale” in senso stretto al simbolico.

Quel simbolico che di certo è più evidente nell’opera della Macedo  nei dipinti ma che non manca anche in alcuni particolari soggetti delle sue sculture.

Ritornando alla “sacra Famiglia” di quest’anno, ciò che colpisce nell’immediato è la naturalezza dei soggetti scolpiti.

Niente di ieratico. Molto, invece, di umano. Figure che richiamano appunto la nostra complessa quotidianità ma capaci, comunque, di comunicare amore.

Quell’amore di cui frettolosi e distratti, ai nostri giorni, spesso tendiamo, a dimenticarci.

Giuseppe è un uomo come tanti.

 Un papà,colto tuttavia in un momento particolare, emanante dal volto un mix di commozione e orgoglio per quella sua tenera creaturina.

 Maria ,donna e mamma,creatura protettiva per definizione, ha il viso raggiante e serio allo stesso tempo, proprio di colei che presagisce, di colei che già sa.

Mentre l’Angelo, il messaggero, il portatore dell’annuncio di giustizia e di pace e quindi della “buona novella” anche agli ultimi degli ultimi nel nostro mondo , com’è giusto che sia, appare primo attore e figura che sovrasta il gruppo.

 Colui che ha fascino. Che calamita l’attenzione dell’osservatore e lo scuote e lo coinvolge all’istante quasi in un atto di  pia adorazione.

La giustizia e la pace però, quelle dell’annuncio,  non possono  se non passare necessariamente  attraverso il Calvario e la Croce.

 La “cosa” è risaputa.

 Perché questo in definitiva é il vero ”mistero” del Dio vivente .

Del Dio dei cristiani.

Del Dio venuto in mezzo agli uomini.

 Del Dio che si è fatto e continua a farsi persona come noi.

 Di quel Dio –bambino di cui l’Angelo, ogni dicembre,tempo d’Avvento, ci annuncia da più di duemila anni a questa parte l'arrivo.

 Prendere o lasciare.

 Il messaggio, lo stesso appunto, che, con semplicità, arte e determinazione, ci viene proposto  puntuale, ogni Natale, con  la scultura di Madalena Macedo.

Per non dimenticare.

 

   A cura di Marianna Micheluzzi (UKUNDIMANA)

 

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