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Prendersi cura di sé: dialogo surreale con la gastroenterologa

Creato il 23 febbraio 2012 da Minerva Jones
Prendersi cura di sé: dialogo surreale con la gastroenterologa 
Ecco, vi riporto anche questo, perché si possono sempre interpretare le medesime situazioni da tanti punti di vista (sulla base delle proprie uniche esperienze di vita) e perché anche le occasioni più drammatiche possono comunque essere fonte di ilarità e sorrisi. Anzi, meglio prenderle decisamente in questo modo ;-)
 
Dialogo con la gastroenterologa (due anni orsono) 
Alla fine delle lunghe e pazienti cure e attenzioni cominciate l'anno prima, arriva finalmente per la sottoscritta la resa dei conti con il proprio corpo, e la verifica dell'efficacia delle terapie e del suo impegno. La cartina al tornasole è l'ennesima gastroscopia con biopsie multiple, ma nel frattempo ho cambiato medico e trovato una deliziosa gastroenterologa che, al momento dell'esame, cerca di rincuorarmi e aiutarmi in ogni modo ad affrontarlo - dimentica che ne ho già fatte 6 nella vita.
La dottoressa mi accoglie nella stanza dell'esame e comincia a spiegarmi il medesimo (non che ne abbia bisogno, ma è nella prassi che precede la mia firma della liberatoria), dicendomi che adesso mi insegnerà un trucchetto per non avere rigetto al momento dell'inserimento della cannula e riuscire a continuare a respirare. E che ci vuole - penso - si respira col naso, no?
Siamo in piedi una di fronte all'altra. Lei gesticola in modo misurato e spiega con gentilezza. Io la guardo negli occhi. "Ecco, lei si posizionerà coricata di lato, si rilasserà, e poi comincerà - tenendo la bocca aperta - a inspirare ed espirare col naso". Appunto. "E noi prima le mettiamo un dispositivo che le tiene aperta la bocca, poi piano piano le facciamo entrare la cannula...". Continuo a guardarla negli occhi dandole la possibilità di spiegare, visto che ci tiene tanto, pur se penso che so bene come funziona. "Ecco, è che in quel momento potrebbe avere una crisi di rigetto perché è un corpo che le entra in bocca fin nello stomaco, e poi non riuscire a respirare e sentirsi come soffocare...".
Sono in piedi, davanti a te, mi prendo un lungo respiro, continuiamo a fissarci negli occhi senza che io proferisca parola. ... .. . Ecco, a questo punto non posso non fare un enorme sorriso da un orecchio all'altro per poi scoppiare proprio a ridere. Sorella, leggi attraverso il mio sguardo, e ti arrivi il mio flusso di pensiero a spiegarti senza bisogno di parole da parte mia! So che ce la puoi fare! :-D
[ah, visto che mi amate tanto, sappiate che l'esame andò benissimo, ma da quel momento ho deciso di non farne più - ora le mie cure di me stessa stanno in una dimensione non ospedaliera né monitorata, e proprio in un'altra vita più felice e sana in generale]


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