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Presentazione di Diavoleide di Michail Bulgakov (Voland)

Creato il 01 ottobre 2012 da Viadeiserpenti @viadeiserpenti

Domani 2 ottobre Voland ha organizzato a Roma  due eventi con Andrea Tarabbia, traduttore del volume Diavoleide di Michail Bulgakov: alle 12:00 presso la Casa delle Traduzioni (Via degli Avignonesi, 32) una lezione sul mestiere di traduttore; alle 18:30 presso la redazione Voland (Via del Boschetto, 129) un reading.

Diavoleide è l’ottava uscita della collana Sirin Classica (Voland) dedicata ai classici della letteratura russa tradotti da scrittori italiani. Oltre a Tarabbia si ricordano Paolo Nori, Serena Vitale, Daniele Morante, Alessandro Niero, Pia Pera e Cesare G. De Michelis.

Andrea Tarabbia, nato a Saronno nel 1978 e russista di formazione, ha pubblicato i romanzi La calligrafia come arte della guerra (Transeuropa, 2010), Marialuce (Zona, 2011) e Il demone a Beslan (Mondadori, 2011). Ha esordito nella traduzione con Le avventure di Cicickov, contenuto nello stesso Diavoleide.

«Diavoleide (…) è un racconto scritto in modo furioso, pullula di verbi di moto, di ripetizioni martellanti, di dialoghi rapidi (…) So bene che è facile parlare con il senno di poi – di lì a tre anni, nel 1928, Bulgakov avrebbe iniziato a elaborare uno dei più grandi romanzi del ’900 e di sempre: tuttavia, non riesco a non pensare che Mutandoner sia una versione primitiva di Voland, che le sue gesta racchiudano una prima idea delle peripezie di Azazel, Behemot e gli altri, che la sala con il colonnato in cui Korotkov (un Berlioz ante litteram?) incontra Jan Sobesskij sia un’anteprima della magnifica sala dove si svolge il Gran Ballo di Satana e che la trafila di segretarie che popolano Diavoleide siano il laboratorio dove Bulgakov perfezionò i personaggi femminili del romanzo che non sono Margherita. Forse è proprio con Diavoleide che il “seme del diavolo” si impossessa definitivamente di Bulgakov: è da qui, da questo piccolo libro, allora, che bisogna partire per entrare nel mondo allucinato e grottesco di uno dei massimi scrittori del XX secolo». 

 


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