Presentazione: "Il Paladino" di Angela P. Fassio

Da Connie_furnari
Oltre il coraggio, oltre il destino, oltre la leggenda:Orlando, il paladino che non volle arrendersi
Angela P. Fassio
IL PALADINO
romanzo storico
Orizzonti grandiosi si aprono per il giovanissimo Orlando quando Carlo Magno, re dei Franchi, lo ammette fra i paladini. Quell’onore infatti non è che l’annuncio di un futuro glorioso, cui Orlando può legittimamente aspirare per il coraggio e la lealtà dimostrati al suo sovrano. Eppure un sinistro presagio aleggia intorno a lui, percepibile da tutti coloro che gli sono vicini e persino dallo stesso re, che paventa un destino fatale per quel giovane fiero e indomito.Le vittorie dei Franchi nella Spagna occupata dai Mori, la conquista gloriosa di città e fortezze, la straordinaria audacia di Orlando sembrano tuttavia cancellare quei cupi presentimenti… almeno finché, nel momento culminante dell’assedio di Saragozza, i Sassoni non si rivoltano contro l’impero e Carlo deve ritirare l’esercito per affrontarli. Orlando, coi paladini, si dispone nelle retroguardie, per proteggerne la ritirata, ma i Baschi hanno bloccato il passo a Roncisvalle, consentendo ai Mori di sopraggiungere in forze.Accerchiati, i paladini sembrano non avere scampo, però Orlando sembra disposto a tutto pur di non arrendersi…Intrecciando abilmente miti, leggende e ricostruzione storica, Angela P. Fassio crea un appassionante romanzo d'avventura sullo sfondo dell'Europa dell’VIII secolo e tratteggia con maestria una delle figure più epiche ed esaltanti di tutti i tempi.
Nata ad Asti, dove risiede tuttora, Angela Pesce Fassio è un’autrice versatile, come dimostra la sua ormai lunga carriera e la varietà della sua produzione letteraria. Coltiva altre passioni, oltre alla scrittura, fra cui ascoltare musica, dipingere, leggere e, quando le sue molteplici attività lo consentono, ama andare a cavallo e praticare yoga. Discipline che le consentono di coniugare ed equilibrare il mondo dell’immaginario col mondo materiale.Mistero, avventura, brividi e amore sono i soggetti che predilige e che ha proposto anche sotto pseudonimo. I suoi libri hanno riscosso successi e consensi dal pubblico e dalla critica in Italia e all’estero.
Disponibile in formato eBook su Amazon e nelle principali librerie online
www.angelapescefassio.it
Intervista ad Angela P. FassioAutrice de Il paladino
Orlando; bello, prode e maledetto.
Un romanzo ricco di avventura e di passione Il paladino di Angela P. Fassio, racconto epico della vita e delle imprese di Orlando che, al seguito di Carlo Magno, va incontro a un futuro di gloria con irrefrenabile ardore e che spesso sfiora la morte. Le sue gesta, la personalità complessa e affascinante e i suoi valori hanno attraversato i secoli e sono giunti fino a noi con tutto il loro incanto.   Addentriamoci in questo mito senza età con l’autrice del romanzo.
D. Che cosa ti ha affascinata di Orlando al punto da scrivere un libro su di lui?
R. Orlando, come altri personaggi che hanno ispirato i miei romanzi, incarna tutto il fascino del cavaliere nella più ampia accezione del termine, con l’aggiunta di un tocco di vita spericolata e una morte epica e toccante. Come non innamorarsi di questo ragazzo bello, prode e maledetto?
D. Come si intrecciano la figura storica e la figura leggendaria di questo personaggio?
R. S’intrecciano così strettamente che è impossibile distinguere l’una dall’altra.
D. Orlando ha una forte personalità: orgoglioso e ribelle, a volte ombroso, con una grande voglia di farsi strada. Ha qualche tratto che lo avvicina ai giovani d’oggi?
R. Assolutamente sì. Sono convinta che i giovani possano riconoscersi in Orlando: le problematiche dell’adolescenza non sono esclusiva del mondo moderno, ma appartengono a tutte le epoche, sebbene con modalità diverse. Ciascuno di noi che conosce o ha conosciuto il disagio del passaggio adolescenziale può identificarsi nel disagio di Orlando, così come la sua grande voglia di crescere, di arrivare e primeggiare, nella conflittualità anche aspra con gli adulti che gli fanno da guida e dalle cui pastoie vorrebbe liberarsi. Togliamogli l’usbergo, la spada e il cavallo, diamogli una moto, un casco e una tuta da motociclista, magari anche qualche tatuaggio, e avremo un ragazzo di oggi.
D. Parliamo anche degli altri personaggi. Quanto hai attinto dalle fonti per costruire le figure di Carlo Magno, pieno d’orgoglio per il valoroso figlio illegittimo, e del geloso e perfido zio Gano?
R. Carlo Magno, tra una moglie e l’altra, ebbe numerose amanti e un certo numero di figli illegittimi, tutti amati come gli altri, poiché era un genitore molto affettuoso e di grande generosità. In questa schiera sembra che vi fosse anche Orlando, ma era più che altro un sospetto provocato dal modo con cui il sovrano lo trattava e dai privilegi che gli accordava. Nella Chanson de Roland Carlo Magno perde i sensi davanti al cadavere di Orlando e lo piange disperatamente, finché non vengono a riscuoterlo i suoi baroni e a ricordargli che bisogna seppellire i morti. Allora il re ordina che a Orlando, Olivieri e Turpino, il vescovo guerriero, sia data solenne sepoltura e ne fa prelevare i cuori per conservarli in urne di marmo. Gano, il traditore, sarà condannato allo squartamento. Sebbene nel poema Gano venga presentato sotto una luce davvero fosca, ho voluto attenuare quest’aura di malvagità che lo circonda. Gano ama Orlando al pari del re, ma si sente trattato in modo ingiusto e finisce per far ricadere su di lui la propria frustrazione, meditando la vendetta. Però, nonostante agisca in malafede, non è capace di perpetrare fino in fondo il tradimento.
D. Cosa ci puoi dire di Alda, che arde d’amore, della sensuale principessa Shanaz, di Olivieri, personaggio complementare a Orlando?
R. Alda incarna l’amore puro, l’amore che scaturisce dall’anima prima che dai sensi. Nella dolce Alda si riconosce l’ideale femminino che più tardi sarà cantato e immortalato dai trovatori. Ma Alda è anche colei che attenderà invano il ritorno dell’amato e ne morirà di dolore. Shanaz, invece, personaggio immaginario, incarna il nemico che Orlando avversa e combatte con tutte le proprie forze. È aliena e affascinante al tempo stesso e lo confonde, facendo vacillare le sue cristalline certezze. Orlando e Shanaz sono due mondi che s’incontrano, collidono, e per qualche tempo superano le loro diversità per uno scopo comune. Tuttavia il loro amore è impossibile ed entrambi ne sono consapevoli. Olivieri, l’amico del cuore, è solare quanto Orlando è tenebroso. Nella loro amicizia c’è l’armonia degli opposti che sono, appunto, complementari. Essi rappresentano la forza del legame che veniva a crearsi fra i cavalieri, quella fratellanza d’arme che perdurerà fino al crepuscolo dell’età medievale e che costituiva il cemento della cavalleria.
D. Qual è il ruolo del sogno nel tuo libro?
R. Il sogno è premonizione e ammonimento. È il sovrannaturale che nella forma di una creatura fantastica come il drago o di emanazione divina come l’angelo determina il destino di Orlando. Il sogno inteso come veicolo di conoscenza, ma anche d’avvertimento, perché per i successi che si ottengono c’è sempre un prezzo da pagare e niente viene concesso senza che vi sia sacrificio.
D. Perché, secondo te, la figura di Orlando ha continuato a esercitare il suo fascino nel corso dei secoli? E perché porta con sé i valori di un’altra epoca o, al contrario, perché incarna valori universali?
R. Il perdurare nel tempo del fascino di Orlando credo sia dovuto agli stessi motivi per cui continuano a esercitare il loro fascino personaggi come Artù, Lancillotto e i cavalieri della cerca del Santo Graal. È la suggestione di un’epoca intrisa di valori pregnanti che oggi sentiamo lontani, ma dei quali si avverte un profondo bisogno. Sono valori del passato che è possibile recuperare e fare nostri, perché sono valori universali e senza età. Infatti, chi può pensare che siano superati valori quali la lealtà, l’amicizia, la dedizione a una causa, il rispetto e la difesa del più deboli, la fedeltà alla parola data e il senso dell’onore? Forse li abbiamo trascurati. Forse li abbiamo riposti in un cassetto e su di essi si è depositato uno strato di polvere, oppure ci limitiamo a parlarne ogni tanto perché fanno parte del nostro linguaggio. Ma non sono e non dovrebbero essere parole vuote. Per secoli sono state la forza motrice di intere generazioni e hanno contribuito a fare la Storia. Ci sono stati trasmessi perché noi, a nostra volta, li tramandiamo ai nostri figli. Questi valori che hanno reso immortale Orlando appartengono anche a noi e non ci sono richieste grandi ed eroiche imprese per applicarli nella vita di tutti i giorni e contribuire a rendere questo mondo migliore.  

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