Preview NBA: Northwest Division 2014/15

Creato il 25 ottobre 2014 da Basketcaffe @basketcaffe

WESTERN CONFERENCE EASTERN CONFERENCE

Northwest Division Atlantic Division

Pacific Division Central Division

Southwest Division Southeast Division

La Northwest Division riparte con un potenziale duello per il vertice e una terza incomoda desiderosa di rifarsi dopo una stagione di assoluto anonimato. Stiamo parlando di Oklahoma City, Portland e Denver nell’ordine. I Thunder sono sulla carta la squadra più forte del raggruppamento e una seria candidata alla finale della Western Conference ma il recente infortunio di Kevin Durant che priverà coach Brooks dell’Mvp della scorsa regular season per le prime 15-20 partite rischia di rimescolare le carte e permettere ai Trail Balzers di battagliare fino in fondo per il titolo di division. La franchigia dell’Oregon, basata sul super duo composto da Damian Lillard e LaMarcus Aldridge, riparte ancora più rodata e con la certezza che il proprietario Paul Allen vuole puntare su di loro per il presente e per il futuro.

I Nuggets ripartono con un Danilo Gallinari pronto a vestire i panni del leader, il cavallo di ritorno Afflalo garantisce stabilità e un Kenneth Faried rinfrancato da un faraonico rinnovo di contratto sono gli ingredienti che fanno ben sperare sulle Rocky Mountains per dare l’assalto ai playoff. Minnesota e Utah sono realtà giovani e intriganti ma per ora lontane dal puntare alla post season. I Twolves rinascono senza Love ma col talento di Andrew Wiggins e la voglia di Flip Saunders, tornato in panchina dopo aver lavorato da GM: c’è da risolvere il problema del rinnovo di Rubio e c’è curiosità per vedere se Anthony Bennett riuscirà a far ricredere tutti dopo una stagione da rookie totalmente anonima. Nuovo coach anche per i Jazz che hanno deciso di affidarsi a Quinn Snyder, ex assistente di Messina al CSKA e di Budenholzer agli Hawks (quindi nella cerchia Spurs): ci si attende un salto di qualità da Burke, la definitiva esplosione di Favors e la consacrazione di Hayward che in estate ha firmato il contratto della vita. E poi l’enigma Exum

Il ranking della Northwest Division


1 – OKLAHOMA CITY THUNDER

I Thunder ripartono per l’ennesimo assalto al titolo anche se l’inizio di stagione sarà estremamente segnato dall’assenza per infortunio di Kevin Durant, il secondo giocatore più forte sul pianeta. Grande occasione dunque per Russell Westbrook che per la prima volta sarà leader e stella della squadra: al suo fianco scalpita Reggie Jackson che, dopo l’addio a Sefolosha, partirà in quintetto nel ruolo di guardia. Vorrà fare benissimo anche perchè c’è un’estensione contrattuale da guadagnarsi. Ibaka è il timone difensivo mentre Perkins sarà presumibilmente all’ultimo anno: dietro scalpitano Steven Adams e il rookie Mitch McGary che attingerà dalla bottega dei trucchi dell’eterno Collison. L’aggiunta di Morrow è importante perchè dà a coach Brooks un tiratore affidabile sul perimetro. Le incognite derivano dalla reale decisione di puntare su Perry Jones, e soprattutto Jeremy Lamb – dimenticati quando la stagione si fa calda – e su un cambio del playmaker come Sebastian Telfair, alla prima volta in carriera in una contender dopo tanti fallimenti.


2 – PORTLAND TRAIL BLAZERS

Vorranno certamente fare il salto in avanti i Portland Trail Blazers, piacevole sorpresa della passata stagione. Il salto vuol dire confermare di valere una delle prime 5-6 posizioni nell’ultra competitiva Western Conference e puntare magari alla finale dell’Ovest. Aldridge è una garanzia, Lillard pure, nonostante la bocciatura di Team Usa per i Mondiali. Batum è un eccellente terzo violino, Matthews e Robin Lopez completano un quintetto di primo ordine. L’anno scorso il punto debole è stata la panchina e in estate sono arrivati degli innesti: Steve Blake è un ottimo cambio in regia – seppur con meno punti nelle mani di Mo Williams -, Chris Kaman un lungo che garantisce pericolosità sia fronte, sia spalle a canestro, e poi ci sono i giovani Barton, Thomas Robinson e soprattutto CJ McCollum, esterno che vorrà mostrare la sua forza dopo una prima stagione partita ad handicap per infortunio. Senza dimenticare l’esperienza di Freeland per battagliare sotto le plance e quella di Dorell Wright, atleta di buon livello anche difensivo e pericoloso sull’arco. I Blazers sembrano avere le carte in regola per contendere il titolo divisionale ai Thunder.


3 – DENVER NUGGETS

La rinascita dei Denver Nuggets passa inevitabilmente da Danilo Gallinari, il più motivato a riportare ai playoff i suoi dopo un anno e mezzo in infermeria. Il Gallo è il giocatore col talento e la personalità per diventare il go to guy della squadra di coach Shaw. Con lui un Kenneth Faried reduce dalla grande prova ai Mondiali e dalla firma sul rinnovo di contratto che saranno le spinte per proiettarlo nell’elite del ruolo in NBA. In più il ritorno di Aaron Afflalo è ottimo, una guardia con difesa e punti in tanti modi in attacco. A lui vanno aggiunti Ty Lawson, il regista della squadra, Randy Foye e Nate Robinson, che saranno importanti in uscita dalla panchina al pari di Wilson Chandler e del rookie Gary Harris, una copia di Afflalo. Interessante e variegato il settore lunghi: in attesa che il pazzo JaVale McGee torni in pianta stabile dopo il calvario dell’infortunio alla tibia, la vernice è del russo Mozgov (i Cavs sono molto interessati a lui) mentre le riserve sono i solidi Hickson e Arthur, più il tosto croato Nurkic (dal Cedevita Zagabria via Draft). I playoff sono tutt’altro che un miraggio.


4 – MINNESOTA TIMBERWOLVES

I Minnesota Timberwolves ripartono dopo l’ennesima rivoluzione che ha visto l’addio di Kevin Love e coach Adelman, e l’arrivo in panchina di Flip Saunders (ha lasciato l’ufficio per tornare ad allenare) e di un gruppo di giovani talenti capeggiati da Andrew Wiggins. Il canadese, prima scelta assoluta dei Cavs, è apparso in palla fin dalla preseason e promette di assumersi presto i gradi di stella della squadra, insieme a Ricky Rubio, che sta trattando per rinnovare il contratto ma che ha già mostrato buona intesa con l’ex Kansas, e al centro Nikola Pekovic, uno dei migliori nel ruolo nella Lega. Dal Draft sono arrivati anche Glenn Robinson III (figlio di Big Dog) e il potenziale fenomeno Zach LaVine ma per loro ci saranno pochi minuti vista la presenza dei vari Barea, Martin, Brewer, Budinger e Mo Williams, arrivato dalla free agency. Thaddeus Young darà atletismo vicino a canestro mentre Anthony Bennett, atteso alla riscossa, Turiaf e il sophomore Dieng, reduce da un Mondiale ottimo col Senegal, daranno man forte sotto le plance. Niente playoff ma si annunciano come squadra divertente.


5 – UTAH JAZZ

L’obiettivo degli Utah Jazz è proseguire nella crescita dei giovani ma per ora i playoffs, soprattutto ad Ovest, non sono minimamente immaginabili. L’arrivo di Quinn Snyder è considerato molto bene dagli addetti ai lavori: il coach ha grande considerazione, ha lavorato Messina al Cska e Budenholzer agli Hawks, e persino i Lakers hanno provato a prenderlo, senza riuscirci. Le fortune dei Jazz passano dalla crescita del play Trey Burke, comunque positivio da rookie, e dal salto di qualità dei vari Kanter, Favors e soprattutto Gordon Hayward, trattenuto con un contratto faraonico. Il centro Gobert ha fatto bene ai Mondiali ed è in crescita, dal mercato arrivano aggiunte di atletismo e difesa come Dahntay Jones, Trevor Booker, e un fucile perimetrale come Novak che si affianca al rookie da Duke, Rodney Hood. Tanta curiosità attorno al 18enne australiano Dante Exum, esterno dal notevole potenziale ma ancora eccessivamente acerbo: toccherà a Snyder gestirlo al meglio.

 

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