
Vendere quando tutti comprano e comprare quando tutti vendono. È il mantra di ogni trader, ma pochissimi riescono a trovare la forza ed il coraggio per seguirlo.
Ma il più grande trader del mondo, Glencore, fa eccezione. La multinazionale attiva nel settore del gas naturale, del petrolio, del carbone, dei minerali, dei metalli e dei prodotti agricoli, ha dichiarato che sta cercando di comprare sempre più miniere di carbone per approfittare dei prezzi in saldo che il mercato sta offrendo. Una strategia per ben posizionarsi per una crescita futura nel settore del carbone.
Nel corso degli ultimi 12 mesi, i prezzi del carbone (termico) sono scesi del 19%, costringendo Glencore a ridurre le proprie esportazioni di 15 milioni di tonnellate.
Anche Teck Resources Ltd, la scorsa settimana ha annunciato che sospenderà la produzione di 6 miniere di carbone canadesi per circa tre settimane, nel tentativo di alleggerire l'offerta di carbone sul mercato.
Le importazioni cinesi di carbone termico sono scese di quasi il 41% rispetto all'anno precedenteCosì come Peabody Energy che sta riducendo la produzione di carbone metallurgico di circa 1,5 milioni di tonnellate all'anno nella miniera Nord Goonyella, in Australia, con la conseguente perdita del 40% dei suoi posti di lavoro.
Una crisi, quella del carbone, innescata da un'offerta ampia e da una domanda in contrazione, soprattutto da parte della Cina che sta tentando di ridurre le emissioni inquinanti. Secondo la National Australia Bank, nei primi quattro mesi di quest'anno, le importazioni cinesi di carbone termico sono scese di quasi il 41% rispetto all'anno precedente.
Tuttavia, prezzi così bassi del carbone, attualmente a circa 60 dollari per tonnellata (carbone termico), presentano grandi opportunità di acquisizioni e Glencore sembra non voglia lasciarsi scappare l'occasione.
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