Prima la monsanto ora la dupont – le multinazionali del mais ogm vogliono invadere l’europa

Creato il 24 febbraio 2014 da Speradisole

LE MULTINAZIONALI DEGLI OGM VOGLIONO INVADERE L’EUROPA

La Commissione europea è pronta a ratificare il via libera ad un nuovo mais geneticamente modificato, il Pionner 1507 della compagnia Usa Pionner DuPont . Fino ad oggi l’unico via libera è stato quello al mais della Monsanto  mon810, autorizzato nel ’98, oltre alla patata  “Amflora” poi ritirata.

Il granoturco Ogm della Pionner  resiste ai parassiti, ma, secondo l’Autorità europea per la sicurezza alimentare di Parma (Efsa), è tossica per farfalle e insetti , potrebbe  alterare gli ecosistemi in modo drastico e, visti i pochi dati disponibili, potrebbe nascondere altri effetti pericolosi.

L’Europa per accontentare le multinazionali americane, ha già sfidato l’opposizione degli Stati membri  e rischia di ripetere la situazione. Prima la Monsanto ora la Pionner DuPont. I ministri responsabili si sono riuniti lo scorso martedì 11 febbraio (noi non avevamo il ministro dell’Agricoltura , dimessosi, forse c’è andato Letta, che aveva assunto l’interim), per discutere il dossier. Ben 19 paesi, tra cui l’Italia, si sono detti contrari all’introduzione in Europa del Pionner 1507, cinque a favore (Spagna, Regno Unito, Finlandia, Estonia a Svezia) e quattro hanno espresso l’intenzione di astenersi dal voto: Germania, Belgio, Portogallo, Repubblica Ceca.

Purtroppo, secondo le regole europee, per bloccare l’autorizzazione di un Ogm, è necessaria una maggioranza qualificata in Consiglio, dove siedono i rappresentanti degli stati membri. Un sistema basato sul numero dei Paesi e sulla popolazione. Vista l’astensione della Germania, che da sola conta 80 milioni di abitanti, i numeri per la maggioranza di blocco non erano sufficienti e la presidenza greca di turno ha rispedito il dossier alla Commissione, senza votarlo.

Il dossier è particolarmente scottante perché l’opinione pubblica europea è sempre stata largamente contraria agli Ogm. L’ultimo sondaggio del 2010 aveva rilevato che il 61% degli europei è profondamente preoccupato per i rischi relativi al cibo transgenico.

Con le elezioni europee del 22-25 maggio sempre più vicine e l’aria euroscettica che tira, fare un regalo del genere ad una multinazionale  americana, proprio ora, equivale ad un suicidio politico.

Proprio per questo 12 paesi europei avevano scritto alla Commissione europea dicendosi convinti che la Commissione stessa non può ignorare le preoccupazioni legali, politiche e scientifiche di tanti Stati. Ma il commissario Ue alla salute, Tonio Borg (maltese), ha risposto che non c’è nessun argomento nuovo per bloccare l’autorizzazione del Pionner 1507 e quindi, non essendoci una maggioranza di blocco in Consiglio, la procedura di autorizzazione andrà avanti in modo automatico.

Per Greepeace la Commissione non avrebbe dovuto neppure presentare la proposta . E ora, pur di dimostrare al governo degli Stati Uniti e all’industria agrochimica americana che è pronta a forzare l’introduzione delle coltivazioni Ogm contro l’opposizione politica e pubblica, sta giocando con le regole europee.

L’unica concessione dell’esecutivo comunitario è stata quella di lasciare più tempo agli Stati membri che, nella riunione del 3 marzo, avranno una nuova opportunità per bloccare la proposta.

Per saperne di più:

http://www.greenme.it/informarsi/agricoltura/12530-ogm-ue-mais-pioneer-porta-aperta.

http://www.lastampa.it/2014/02/14/scienza/ambiente/lue-approver-a-sua-insaputa-il-mais-ogm-pioneer-PO9qsLf3NyIGLbN3K7wCgL/pagina.html

Un grande impegno per il nuovo ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina.

C’è anche un bergamasco nel team di ministri scelti dal neopremier Matteo Renzi: Maurizio Martina è stato scelto alla guida del ministero delle Politiche Agricole. Nato a Calcinate il 9 settembre del 1978, Martina è stato sottosegretario alle Politiche agricole, alimentari e forestali nel Governo Letta. Tifoso dell’Atalanta, è sposato e ha due figli. “Ci mettiamo al lavoro alla grande - ha commentato il neoministro subito dopo la nomina - e poi vediamo. Sono minuti intensi, di più proprio non posso dire”.

Trentasei anni, nato da genitori operai, diplomato all’istituto Agrario di Bergamo, Martina milita nel Partito democratico. Prima nella Sinistra giovanile, poi, nel 2004, segretario dei Ds bergamaschi, è stato eletto segretario del Pd lombardo nel 2007, riconfermato nel 2009. Nel 2010 è stato eletto Consigliere regionale – rieletto nel 2013 – carica dalla quale si è dimesso dopo essere stato nominato, il 2 maggio dello stesso anno, Sottosegretario di Stato presso il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali.

(Note biografiche prese da http://qn.quotidiano.net/politica/2014/02/21/1029329-maurizio-martina-politiche-agricole.shtml)



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