di Mario Giordano - 18 gennaio 2012, 08:00
Al ministero della Pubblica istruzione hanno dimenticato la
storia. E anche un po’ la geografia. Hanno lanciato un’iniziativa che
«rappresenta il primo passo verso un’amministrazione più moderna e
trasparente» (come recita il comunicato ufficiale) e sono incappati in
una clamorosa gaffe: hanno inserito fra i Comuni italiani alcune
località che non sono più italiane da tempo come Caporetto (oggi Kobarid
in Slovenia), Grotte di Postumia (oggi Psotojnska jama in Slovenia),
Sesana (oggi Sezana pure lei in Slovenia).
O altri Comuni che da tempo non esistono più, come
Lucinico, che oggi è una frazione di Gorizia. Se questo era il primo
passo del ministero della Pubblica istruzione verso l’amministrazione
più moderna e trasparente, si attende con ansia il secondo: scopriranno
forse che la Capitale d’Italia è stata spostata da Torino a Firenze?
Comunicheranno agli studenti che Giolitti non è il presidente del
Consiglio? Si accorgeranno che la Tripolitania non è più una provincia
italiana?
Ci si può aspettare di tutto da quando al governo ci sono i tecnici.
Professionali, sobri, soprattutto competenti, come il premier Monti li
vuole. E in effetti ci vuole una bella competenza per ridisegnare in un
botto l’intera cartina geografica, facendo fare all’Italia un salto
all’indietro di sessant’anni. Secondo voi poteva riuscirci una Gelmini
qualunque? Macché: al massimo il suo addetto stampa s’inventava un
tunnel sotterraneo, da Ginevra al Gran Sasso, roba da dilettanti allo
sbaraglio, insomma. Qui invece ci sono dei professoroni, menti
eccellenti, docenti accademici con il baccalaureato al posto giusto.
Gente preparatissima, insomma. Sapessero anche dove si trova l’Istria
sarebbero perfetti per fare persino i ministri dell’istruzione.
Ma, insomma, mica si può pretendere tutto. Che volete? Di fronte a
questi cervelloni, a queste menti eccelse, a questo fior fiore
dell’intelligenza nazionale bisogna essere un po’ indulgenti. Non sanno
com’è finita la Seconda guerra mondiale? Perdonateli: avranno saltato
qualche pagina del libro di storia. Magari non erano presenti alla
lezione perché seguivano il corso di Sobrietà I al doposcuola per
aspiranti bocconiani. Ma siccome sono intelligenti a loro basta poco per
recuperare: abbiamo visto che in serata sono subito corsi a correggere
l’errore sul sito del ministero. Siamo sicuri che nelle prossime ore
faranno passi avanti: qualcuno informerà il ministro Profumo che la
colonia del Dodecaneso nell’isola di Rodi non dipende più dal suo
dicastero e che sarebbe inutile anche cercare di aprire una scuola
elementare a Mussolinia di Sardegna o al rione Dux di Bolzano.
C’è sempre tempo per imparare. Profumo (detto anche Profumo d’intesa,
come il noto deodorante), alla pari di tutti i membri del governo
Monti, ha un curriculum di gran rispetto: già rettore del Politecnico di
Torino, professore di ingegneria, presidente di Colombus, Forum di
Torino, Panel 09, membro del comitato di indirizzo Italianieuropei,
presidente del Cnr. È quello che ci vuole per guidare l’istruzione in
Italia, se solo lo avvertissero che Asmara non fa più parte del nostro
impero…
Del resto lui s’è impegnato molto: «Scuola in chiaro» s’intitola la
sua iniziativa. L’ha annunciata con squilli di tromba. Vai sul sito del
ministero e esce fuori l’elenco di tutte le scuole in cui è possibile
iscrivere i bambini. Peccato che nell’elenco, preso evidentemente da una
banca dati un po’ nostalgica, spuntino una serie di Comuni che non sono
più italiani. L’ha scoperto il Piccolo di Trieste e il ministro Profumo
non ha nemmeno chiesto scusa. Evidentemente fra tecnici sobri e
competenti si usa così: compri casa a tua insaputa al Colosseo? Se sei
politico ti dimetti, se sei tecnico no. Fai una gaffe imperdonabile al
ministero dell’istruzione? Se sei politico ti massacrano, se sei tecnico
tutti zitti. Vi pare? Per un tunnel l’addetto stampa della Gelmini fu
costretto alle dimissioni. Per la riconquista dell’Istria invece vedrete
che non pagherà nessuno. In fondo non sono ignoranti: sono solo
diversamente competenti.
Che ci possiamo fare? Per i professori è sempre pronta la
giustificazione. Sbagliano un congiuntivo? È innovazione grammaticale.
Non sanno far di conto? È sperimentazione aritmetica. Si scordano la
storia? È perché sono già proiettati nel futuro. Comunque sono
intelligenti, eleganti, soprattutto preparati.
Così preparati che, per dire, cominceranno la prossima riforma regalando
un calamaio a tutte le scuole italiane, dalla Cirenaica all’Isola di
Rodi. Senza accorgersi, però, che è proprio questa strada che li porterà
diritti a Kobarid. Cioè alla loro Caporetto. Potrebbero anche evitarla,
sicuro: ma dovrebbero almeno sapere dov’è.
