Dopo giorni di polemiche per la presunta incompatibilità di
presidente del CNR, il Ministro Profumo ha gettato la spugna,
dimettendosi da quella carica.
«Mi dimetto dalla carica di presidente del Consiglio nazionale
delle ricerche - ha dichiarato profumo - per ottemperanza agli obblighi
di legge, rispetto delle istituzioni e senso di responsabilità nei
confronti del Governo e dello stesso Cnr, dal quale peraltro mi sono
immediatamente autosospeso».
«Nel momento in cui il presidente del Consiglio incaricato, Mario Monti, mi ha onorato della designazione a ministro- ha aggiunto Profumo - avevo
appena avviato in qualità di presidente del Cnr un complesso processo
di modernizzazione organizzativa e gestionale dell'ente. Naturalmente la
scelta di autosospendermi e non dimettermi immediatamente aveva la sola
finalità di preservare la continuità di azione del Cnr, in una fase
particolarmente delicata, evitando in quel momento uno stallo
amministrativo che avrebbe rischiato di pregiudicare il processo avviato».
Profumo ha ricordato inoltre come «da
subito in qualità di ministro pro-tempore dell'Istruzione, Università e
Ricerca, non mi sono più occupato del Cnr, avendo delegato i miei
poteri al vicepresidente Maria Cristina Messa, e affidato l'esercizio
dei poteri di vigilanza del ministero al sottosegretario Marco Rossi
Doria».
La decisione di Profumo di dimettersi
da presidente del Cnr, incarico che gli era stato conferito
dall'ex-ministro Gelmini, viene dopo una serie di polemiche venute da
più parti politiche, a cominciare dall'ex ministro dell'Istruzione,
Giuseppe Fioroni.
Contemporaneamente alle dimissioni di Profumo, anche il ministro
dell’Ambiente Clini si è dimesso da “Area Scienze Park”, ponendo fine
alle polemiche per il doppio incarico.
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